La emergenze sono due: la sostenibilità del sistema e la disomogeneità dell’offerta tra le diverse Regioni. Entrambi gli aspetti sono una conseguenza del federalismo sanitario varato nel 2001, che come principale conseguenza ha avuto la divisione dei cittadini in pazienti di serie A (al Nord e talora nel Centro Italia) e in pazienti di serie B (al Sud): aspetto messo nero su bianco pure dall’ultimo rapporto «Osservasalute», che ha certificato come nel Mezzogiorno del Paese si possa vivere in media anche quattro anni in meno .

DA 40 ANNI ACCESSO ALLE CURE PER TUTTI  

Detto ciò, nonostante le falle apertesi negli anni, l’istituzione del primo servizio sanitario nazionale rimane «una svolta cruciale e una tappa dell’evoluzione della democrazia del nostro Paese», per dirla con Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che pochi giorni fa commentava così il quarantesimo anniversario dal varo del sistema che ha garantito l’universalità all’accesso alle cure sul territorio nazionale. Oggi, però, occorre tenere presente che il contesto sociale non è più quello del 1978 e le divisioni su base regionale pesano più del dovuto. Da qui la necessità di considerare il «quarantesimo» come un momento utile per decidere verso quale orizzonte, con l’obiettivo di salvaguardare una struttura che ancora oggi sono in molti a invidiare all’Italia….Continua su LaStampa>>