La scoperta per cui Edvard Moser ha vinto il premio Nobel insieme alla moglie May-Britt e al professor John O’Keefe è una di quelle che sembrano non solo destinate a passare alla storia, ma anche ad aprire nuovi scenari scientifici.

I coniugi Moser hanno capito che in una zona precisa della corteccia cerebrale, la corteccia entorinale, ci sono neuroni che servono a indicare la posizione del soggetto nello spazio. Quelli che sono stati spesso definiti “il GPS del nostro cervello”. In pratica, questi neuroni si “accendono” quando i ratti usati negli esperimenti si trovano in un punto particolare dell’ambiente in cui venono lasciati liberi di muoversi. Il professor O’Keefe ha scoperto che nell’ippocampo c’è un altro gruppo di neuroni che svolge una funzione simile, ma che si accende in base all’ambiente in cui ci si trova e non solo in base alla posizione. I neuroni di O’Keefe, come spiega Moser nell’intervista, “sanno” in quale stanza siamo, mentre quelli della corteccia entorinale sono in grado solo di orizzontarci nello spazio. Ma c’è di più: le cellule griglia scoperte dai coniugi Mosrr sono disposte nel cervello con una struttura molto precisa: una struttura esagonale. Per la prima volta, viene alla luce una precisa topologia del cervello. Infine, le cellule che ci orientano nello spazio (come si capisce molto bene pensando che quelle dell’ippocampo sono specifiche per ciascun ambiente) hanno molto a che fare con la memoria, che d’altra parte si serve proprio dell’ippocampo per fissare i ricordi. Premiato nel 2014, quando aveva appena 52 anni e assieme alla moglie con la quale ha condiviso tutto il proprio percorso di studi in psicologia e poi di ricerca in neuropsicologia, Edvard Moser dice di aver sempre saputo che avrebbe fatto lo scienziato mentre cresceva a contatto con la natura ad Ålesund, un  piccolo paese della Norvegia. Ma di sé parla poco volentieri…leggi l’intero articolo su Le Scienze: www.lescienze.it/news/2017/07/29/video/nobel_edvard_moser_neuroscienze-3615603/1/