Nella sua memoria saranno immagazzinati cartelle mediche, referti, immagini, test di laboratorio ed esami diagnostici, insieme alla letteratura scientifica più aggiornata

Per capire tutte le sue potenzialità, che adesso arrivano per la prima volta in Europa in una facoltà di Medicina alle porte Milano, basta pensare che solo lo scorso agosto il supercomputer Watson è stato protagonista di una notizia da giro del mondo: dal 2015 i medici giapponesi avevano in cura Ayaco Yamashita, 66 anni, affetta una leucemia mieloide acuta; i risultati sono stati scarsi finché i dottori si sono decisi a consultarlo e a farlo investigare tra oltre 20 milioni di cartelle cliniche e studi scientifici memorizzati sul suo database; ebbene — sempre secondo le cronache — il computer ha individuato un tipo di leucemia diverso, più raro, a cui corrispondeva un trattamento non ancora tentato e che ha portato a ottimi risultati…..continua su: www.corriere.it/cronache/16_novembre_16/gli-studenti-medicina-computer-humanitas-07adb72c-ab79-11e6-ba61-2e866e9865d0.shtml