Di codice appalti e acquisti di Software in Sanita se ne discuterà al Confronto Nazionale sul Software in sanità www.swsanita.it

Per fare acquisti appropriati nell’ambito di un processo sempre più complesso le amministrazioni devono avere consapevolezza dei propri bisogni organizzativi e formativi. Allo stesso tempo servono assunzioni per colmare il gap di competenze e, tramite il ricorso all’eprocurement, liberare risorse umane ed economiche

Quando si parla di appalti pubblici, si pensa subito ad una materia da “specialisti” e ciò, come in molti altri campi dell’agire pubblico, è molto vero. La competenza e la specializzazione richieste per operare efficacemente nel contesto attuale sono maggiori di quelle che si ritenevano adeguate anche solo pochi anni fa. Questo non deriva solo dai significativi cambiamenti normativi che ci sono stati, ma, volendo citare solo alcuni fattori, dal fatto che acquistare in modo appropriato le forniture e i servizi a rapida obsolescenza tecnologica è diventato più complesso, il mercato spesso è divenuto più ampio e competitivo, è fondamentale adottare meccanismi volti ad evitare il fenomeno del lock-in, infine è opportuno e necessario progressivamente passare a strumenti completamente elettronici per la gestione delle procedure, a garanzia di trasparenza ed efficacia.

I fenomeni citati necessitano di uno scatto nelle competenze tecniche delle stazioni appaltanti e nella capacità di fare un’adeguata programmazione dei propri fabbisogni di acquisizione di forniture e servizi che, per sua natura, non può che derivare da un’altrettanta adeguata capacità della stazione appaltante di valutare le proprie esigenze su un orizzonte di medio periodo e di saper leggere i sottostanti percorsi dell’innovazione tecnologica. Proprio in quest’ottica il nuovo Codice degli appalti prevede che le stazioni appaltanti e le centrali di committenza si qualifichino perché è impensabile che ogni amministrazione si doti delle competenze necessarie per poter gestire una tale complessità senza correre il rischio di non valutare adeguatamente i costi del ciclo di vita del bene o del servizio oppure di approvvigionarsi incorrendo in errori di valutazione dell’adeguatezza del bene e del servizio in funzione dei trend di evoluzione tecnica e tecnologica a o ancora di ingabbiarsi in fenomeni di lock-in….Continua su Agendadigitale.it>>

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