Business Dna. Per conoscere informazioni sulla propria salute e sulla presenza di anomalie ‘spia’ di una maggiore predisposizione ad alcune malattie, ma anche sulla provenienza della famiglia, alla ricerca di antenati o parenti lontani, si moltiplica l’offerta di test genetici ‘fai da te. Test non invasivi, che si possono effettuare a casa e hanno costi contenuti, da 50 a 150-200 dollari a seconda dei servizi richiesti.

Dodici milioni di persone, nel 2017, solo negli Usa hanno condiviso il proprio Dna, rivolgendosi alle piattaforme che ne offrono l’analisi: in pratica, 1 persona su 25 ha messo in rete e ha accesso ai propri dati genetici. E in Italia, con tanto di spot tv, un’azienda propone la ‘ricostruzione’ del proprio albero genealogico inviando un campione di Dna, al costo di circa 90 euro.

Un fenomeno “inquietante” secondo Riccardo Giannetti, Scheme Manager di Inveo, organismo accreditato per la certificazione della data protection, e presidente dell’Osservatorio 679, che prende il nome dalla General data protection regulation (Gdpr), ossia il Regolamento europeo per il trattamento di dati personali 2016/679 che entrerà in vigore in Italia dal 25 maggio, sostituendo la direttiva 95/46/Ce. Inquietante visto che si inviano i “propri dati genetici e personali a soggetti che non informano nei termini di legge sul loro trattamento, non si sa quale uso ne faranno e, peraltro, non si sa su quale base restituiscano o conservino le informazioni richieste. Tanti giovani potrebbero essere incuriositi di sapere da dove discendono”. “Ci siamo preoccupati del ‘caso Facebook’ e Cambridge Analytica, ma questo fenomeno è ben più preoccupante”, sottolinea l’esperto….Continua su AdnKronos>>