demenza

“Se non riusciamo a contrastare il morbo di Alzheimer, non potremo fare nulla perché sta mandando a picco il sistema”

Maggiori investimenti in ricerca, la definizione di migliori strumenti diagnostici e l’individuazione di farmaci che rallentino la progressione della malattia sono tre obiettivi da raggiungere prima che la crescente diffusione dell’Alzheimer e di altre demenze metta in ginocchio i sistemi sanitari di tutto il mondo.

Non sono molte le cose che potrebbero mettere d’accordo due politici come il repubblicano Newt Gingrich e il democratico Bob Kerrey. Ma nel 2007, dopo aver partecipato per tre anni a una commissione che ha esaminato i costi delle cure per le persone anziane, i due politici rivali si sono trovati d’accordo sull’esistenza di un nemico comune: la demenza.

All’epoca, c’erano meno di 30 milioni di persone in tutto il mondo a cui era stata diagnosticata quella condizione, ma era chiaro che i numeri stavano per esplodere. Secondo le attuali previsioni, entro il 2050 la cifra potrebbe superare i 130 milioni, e a quel punto il costo per l’assistenza sanitaria legata a malattie come il morbo di Alzheimer potrebbe raggiungere, nei soli Stati Uniti, un trilione di dollari all’anno al valore corrente del dollaro. “Ci siamo guardati e abbiamo detto: ‘Se non riusciamo a contrastare il morbo di Alzheimer, non potremo fare nulla perché sta mandando a picco il sistema’”, ricorda Gingrich.

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Il calcolo dei costi
La demenza è la quinta principale causa di morte nei paesi ad alto reddito, ma è la malattia più costosa da gestire, perché i pazienti richiedono per anni cure costanti e costose. Tuttavia, il finanziamento della ricerca per la demenza impallidisce in confronto a quello per molte altre malattie. Ai National Institutes of Health (NIH), per esempio, il finanziamento annuo destinato alla demenza nel 2015 era di soli 700 milioni di dollari, a fronte dei 2 miliardi circa per le malattie cardiovascolari e degli oltre 5 miliardi per il cancro….