Diabete: mortalità più bassa tra pazienti seguiti da centri specializzati

I dati emergono dal ventisettesimo congresso nazionale dei diabetologi in corso a Rimini

L’importanza di essere curati in un centro diabetologico, cosa che – secondo metanalisi – letteralmente salva la vita. Il diabete che diventa sempre più spesso malattia di città. Ma anche l’appello dei diabetologi – riuniti a Rimini per il loro ventisettesimo congresso nazionale – a prestare più attenzione agli strumenti, anche a quelli che in apparenza sembrano non solo meno tecnologici ma quasi banali, come l’ago della penna di insulina. Infine la tecnologia sofisticata, come il sensore sottopelle in grado di leggere in continuo le modificazioni della glicemia per sei mesi e di trasmetterle attraverso un sensore al cellulare del paziente, del medico o fino a cinque dispositivi.

• I COSTI
E poi il solito capitolo dei numeri e dei costi. In Italia si stima siano quasi 4 milioni i diabetici diagnosticati, e almeno un milione quelli ancora senza diagnosi. Con costi immensi per il sistema sanitario, perché i diabetici si ricoverano più del doppio rispetto alla popolazione generale, spendono più del doppio per monitoraggio e cura della malattia, hanno due volte più prescrizioni di farmaci. Molto più alti sono anche i rischi: di ammalarsi di patologie cardiovascolari, neuropatie, retinopatie e piede diabetico. Per questo, insiste Giorgio Sesti, presidente della Sid, la società italiana di diabetologia, bisogna abbandonare la logica dei costi a silos. Perché è vero che magari un farmaco innovativo costa di più – spiega – ma se permette di abbattere le ospedalizzazioni, ridurre gli effetti collaterali e controllare meglio la malattia, non c’è davvero storia…Continua su Repubblica.it>>