AREA TEMATICA

VENERDÌ 29 / Ore 15.00 – 18.00

Responsabile scientifico
Sergio Pillon

La sfida dell’innovazione nel settore della Salute passa in misura rilevante dalla completa digitalizzazione e dematerializzazione dei processi e dalla adozione dei nuovi paradigmi tecnologici, gli unici in grado di consentire significativi progressi nella direzione di dare risposta alle crescenti esigenze e approfittare appieno dello sviluppo tecnologico decisamente dirompente degli ultimi anni. Non si tratta solo di introdurre soluzioni informatizzate, quanto di adottare nuovi approcci, di comprendere le potenzialità a volte inimmaginabili offerte dalle tecnologie. Queste includono, solo per fare qualche esempio, la remotizzazione dei controlli e il loro uso “nomadico” (tramite sensori interconnessi, IoT), la delocalizzazione dei dati e la loro condivisione (tecnologie cloud e Big Data Analytics) che consentono di superare pesanti problematiche di interoperabilità dei sistemi, gli approcci “social” alle relazioni, l’adozione di apparecchiature robotizzate di ultima generazione in vari ambiti.

Queste tecnologie consentono di spostare l’obiettivo sulla persona, sul cittadino: non solo più un paziente, che diventa tale solo dopo aver varcato la soglia di una struttura ospedaliera, ma un individuo che, se necessario, può rimanere sotto controllo sanitario continuando a portare avanti la vita di tutti i giorni. Questo consentirà di dare pieno dispiegamento alle politiche di prevenzione, reale chiave di volta della futura società, orientata al benessere prima ancora che alla cura.

Tutto ciò – anche nel solco delle indicazioni recentemente pervenute dall’Unione Europea, che ha indicato nel paradigma della “sanità digitale” l’obiettivo principale per fronteggiare la sfida della sostenibilità futura a livello continentale (in Italia si ipotizzano risparmi dell’ordine dei 20 miliardi di euro annui) – diventa irrinunciabile, tenendo conto che, come indica la Commissione stessa, oltre un terzo della popolazione europea sarà ultrasessantenne entro poco più di 30 anni.

È evidente che il percorso di adozione di tecnologie così fortemente pervasive pone enormi problemi, dalla modifica di collaudati processi e addirittura dell’intera “filiera” organizzativa del servizio sanitario, alle politiche di protezione e sicurezza dei dati, dai problemi connessi alle “competenze digitali” del personale all’adeguatezza delle infrastrutture, dal costo di investimento iniziale in macchinari e soluzioni integrate di ultima generazione alla articolazione stessa delle strutture decisionali.

  • La difficoltà nella creazione di Big Data efficaci nella sanità
  • Gli strumenti in uso per il trattamento dei dati
  • Big Data e Machine learning
  • Big Data e mondo dei Social
  • I Big Data e la Governance del Sistema