La cosa più importante per sconfiggere il cancro è non dargliela vinta (ANSA)

Elia, la mia vita da universitario dopo il tumore cerebrale E’ iniziato tutto il 2 maggio 2014. Anche se già da marzo avevo fastidi al lato sinistro del volto, delle convulsioni leggere, movimenti incontrollati, ma stavo curando i denti del giudizio e le lastre non avevano identificato nulla, mi è stato detto che poteva dipendere proprio da un nervo che toccava labbra e volto e mi ripetevo che una volta tolto il dente sarei stato meglio. Avevo 18 anni, frequentavo il quinto anno dell’Istituto tecnico commerciale, e quella mattina ricordo che stavo ripassando qualcosa prima di andare a scuola e ho avuto una convulsione che ha preso il volto. Stavo andando da mio padre, che era in salotto mentre io mi trovavo in camera, ma ho avuto una crisi epilettica, sono caduto e ho perso i sensi. Ricordo solo mia sorella che ha chiamato mio padre, la sua forte preoccupazione, poi più nulla fino al risveglio all’ospedale di Pantelleria. La dottoressa mi chiedeva se avessi fatto uso di sostanze stupefacenti o altro, io negavo e mentre mi stavano portando a fare la Tac ho avuto una seconda crisi. Ho perso i sensi e ricordo soltanto che mio padre mi ripeteva “Stai tranquillo”. Poi sono stato intubato e addormentato e portato in….continua su: www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/si_puo_vincere/2016/10/13/elia-la-mia-vita-da-universitario-dopo-il-tumore-cerebrale_4cc1d0ed-f278-4f57-a0e2-e3a1e6638ecd.html