Come si può giudicare la madre di Lavagna, che ha temuto di vedere scomparire il figlio adolescente dentro una nuvola di spinelli? Lo ha sgridato, ha provato a capirlo e a farsi capire. Si è improvvisata assistente sociale, investigatrice, questurina. Fino a quando si è rassegnata a rendere pubblica la sua angoscia, parlandone con i finanzieri ai quali ha aperto le porte di casa. È stato proprio durante la loro perquisizione che il ragazzo si è tolto la vita. No, non la si può giudicare. Ci si può solo azzardare a indossarne i panni. Quelli di un genitore alle prese con un figlio irrequieto nel turbinio dell’adolescenza, l’età in cui le comunicazioni in famiglia risultano più disturbate…Continua su  www.corriere.it/reportages/cronache/2017/adolescenti-canne/?refresh_ce-cp