Il prestigioso riconoscimento agli approcci di questa disciplina nella terapia del cancro sviluppati da James P. Allison e Robert D. Schreiber, due scienziati della University of California Berkeley e Washington University School of Medicine Saint Louis.

ANCHE quest’anno l’immunologia entra nelle discipline riconosciute dal Premio Balzan che decide di assegnare il prestigioso riconoscimento agli “approcci immunologici nella terapia del cancro” sviluppati da James P. Allison e Robert D. Schreiber, due scienziati, rispettivamente, della University of California Berkeley e Washington University School of Medicine Saint Louis. Per capire l’importanza di questi approcci occorre fare un salto indietro di oltre un secolo, giacché il rapporto tra sistema immunitario e cancro è da sempre al centro del pensiero immunologico.

Già nel 1909 uno dei padri dell’immunologia, il medico tedesco, premio Nobel, Paul Ehrlich, aveva ipotizzato che tra le varie funzioni del sistema immunitario vi potesse essere quella di monitorare la produzione cellulare dell’organismo ed eliminare quella porzione di cellule anomale prima della loro manifestazione clinica. Del cancro si sapeva ancora poco e l’idea di ‘sorveglianza immunitaria’ era lontana, eppure Ehrlich aveva chiaramente intuito i principi generali dell’immunoterapia e già nel 1906 aveva fondato la chemioterapia delle malattie infettive. La sua idea sperimentale partì dai coloranti, e riflettendo sul fatto che i coloranti si legano in modo specifico e colorano selettivamente i tessuti, immaginò di legare a queste sostanze chimiche dei veleni per disporre di “proiettili magici” (magic bullets), ovvero armi tossiche capaci di agire solo sulle cellule malate lasciando intatto l’organismo…..Leggi l’articolo su REPUBBLICA: www.repubblica.it/salute/2017/11/15/news/il_balzan_premia_l_immunoterapia_il_piu_longevo_e_visionario_ramo_dell_immunologia-181163559/?rss