(Testi e intervista di Paolo Magliocco) Il mondo che noi vediamo non è semplicemente l’immagine di ciò che i nostri occhi percepiscono, ma il risultato di un processo molto più complesso.
È questo il campo di studio di Thomas Albright, psicologo e neuroscienziato che insegna all’Università della California di San Diego e dirige il laboratorio sulla visione del Salk Institute di La Jolla.
Le sue ricerche puntano a determinare come si forma un’immagine nella nostra mente combinando il processo fisiologico della vista e quello psicologico di collegamento con la memoria e con le informazioni di cui già disponiamo, che ci condizionano.
A seconda delle circostanze in cui ci troviamo, spiega, questo meccanismo funziona in maniera diversa, dando più peso a un’informazione o a un’altra, facendo prevalere lo stimolo visivo o quelle che chiama “visualizzazioni”.
Albright è stato uno dei coordinatori di un gruppo di studio sulla percezione e la attendibilità dei testimoni oculari e pensa che in tutti i tribunali i giudici dovrebbero essere istruiti sui rischi e i limiti delle testimonianze.

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