L’APPROFONDIMENTO NAZIONALE SU “BIG DATA E SALUTE” SI TERRA’ A FIRENZE IL 29 E 30 SETTEMBRE 2017  PROGRAMMA: https://goo.gl/f3sNy6 ISCRIZIONE: https://goo.gl/cru37w

(da Le Scienze) La scienza ha a disposizione oggi una quantità di dati che non è neppure paragonabile con quella del passato. Una ricchezza che offre enormi possibilità e che allo stesso tempo minaccia di far pagare un prezzo salato ai ricercatori. Chi è grado di avere a che fare con questi big data? Chi conosce gli strumenti per padroneggiarli o leggerne le analisi? Come si fa a tenersi aggiornati in un campo di ricerca quando il numero di studi pubblicati aumenta in modo difficile da controllare? E chi garantisce della correttezza di quegli studi? Val alla trascrizione integrale dell’intervista Enrico Bucci ha cominciato subito dopo la laurea in biologia, vent’anni fa, a occuparsi di questi problemi. E non ha più smesso. Lo ha fatto dal punto di vista imprenditoriale, fondando una startup, e dal punto di vista accademico, insegnando alla Temple University di Philadelphia, ma anche lavorando per le istituzioni pubbliche, comprese quelle italiane, soprattutto sul fronte della lotta alle frodi scientifiche. Insomma, Bucci ha accumulato una  competenza che oggi pochi possono vantare sui big data e il loro uso. La situazione, racconta in questa intervista, è ancora molto in evoluzione. Ma forse la preoccupazione di chi si sente spiazzato da un modo apparentemente nuovo di fare scienza è eccessiva. I big data richiedono un approccio diverso, certo, un modo di affrontare i problemi in modo quantitativo da acquisire fin dagli anni dell’università. Ma non rappresentano un ostacolo insormontabile, neppure dal punto di vista degli strumenti informatici che sono necessari a utilizzarli.

Source: www.lescienze.it/news/2017/08/26/video/enrico_bucci_computer_science_neuroscienze-3615653/1/