La felicità comincia con i governi e con le loro politiche. E il Nord Europa si conferma terra felice. La Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano presenta il World Happiness Report 2018, il sesto dal 2012, quando l’Onu ha istituito la Giornata mondiale della felicità (20 marzo) chiedendo ai governi «un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone». Obiettivo di questa edizione, oltre alla graduatoria dei livelli di felicità in 156 Paesi, è un’analisi di come vivono le popolazioni migranti.

«Sempre più governi utilizzano indicatori di felicità per dare corpo alle decisioni politiche», dice Jeffrey D. Sachs, consulente di papa Bergoglio e coautore del rapporto realizzato con il sostegno della Fondazione Ernesto Illy. «I governi possono garantire che le scuole promuovano la felicità dei giovani, i posti di lavoro siano luoghi di creatività e non fatica e le città diventino comunità». Non è un pensiero ingenuo, sostiene il professore citando il celebre affresco dell’«Allegoria del Buono e del Cattivo Governo» del Lorenzetti nella sala del Consiglio di Siena: «Prosperità per uno e decrepitezza per l’altro. Eppure è la stessa campagna. Crediamo, come Aristotele, che valga la pena di lottare per la felicità»…..Continua su Corriere.it>>