Anche una sola notte di sonno disturbato aumenta i livelli cerebrali di proteina beta amiloide e se il problema si protrae per molte notti aumentano anche i livelli di proteina tau. Poiché queste proteine sono correlate all’Alzheimer, c’è il sospetto che i disturbi del sonno aumentino il rischio di sviluppare questa malattia.

La carenza cronica di un buon sonno protratto durante la mezza età potrebbe aumentare il rischio Alzheimer in un’epoca successiva della vita. A suggerirlo è uno studio pubblicato su “Brain”.

David M. Holtzman, della Washington University a St. Louis, Jurgen A.H.R. Claassen, del Radboud University Medical Centre a Nijmegen, nei Pesi Bassi, e colleghi hanno infatti scoperto che anche una sola notte di sonno disturbato in adulti sani di mezza età determina un aumento di beta-amiloide, una proteina cerebrale associata alla malattia di Alzheimer. Se il disturbo si protrae per una settimana continuata, si manifesta inoltre un aumento di un’altra proteina cerebrale, la proteina tau, che è stata collegata a danni cerebrali nell’Alzheimer e in altre malattie neurologiche.

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