Solo le macchine possono analizzare la complessità dei dati, ma l’uomo resta insostituibile. Il futuro è il «machine learning, l’abilità di imparare prendendo degli esempi e utilizzandoli per fare previsioni di diagnosi e cura

Nell’ultimo anno, alcuni incontri negli Stati Uniti mi hanno — ancora una volta — messo di fronte all’ampiezza della rivoluzione digitale in medicina: ha già cambiato il modo di fare ricerca, e sempre più impatterà anche sulla clinica e sulla formazione dei medici. Parlando con una mia ex collaboratrice in Humanitas, ora a Google Life Sciences, e con uno dei responsabili di questo settore, un italiano, mi sono sentito dire: «Solo noi di Google Life Sciences siamo in grado di analizzare la quantità e la complessità di dati che le analisi sempre più sofisticate di voi scienziati metteranno a disposizione. E sono e saranno le macchine a generare le ipotesi». Un’affermazione in un certo modo ribadita, a un recente Keystone Symposium, da una collega e amica statunitense: sta sviluppando una nuova metodologia per studiare la risposta immunitaria all’interno dei tumori e individuare i pazienti che reagiscono meglio alle strategie di attivazione del sistema immunitario. Arrivata a un certo punto, non era in grado di analizzare i dati a sua disposizione: è riuscita a farlo grazie a una collaborazione con un’azienda all’avanguardia nel campo delle soluzioni informatiche…continua su: www.corriere.it/salute/17_maggio_13/ultima-frontiera-medicina-cambiata-intelligenza-artificiale-800fcb5c-3750-11e7-91e3-ae024e503e5d.shtml