Uno studio pubblicato sullo European Journal of Preventive Cardiology mostra gli effetti causati dal consumo della sostanza psicoattiva sul sistema (Repubblica)

LA CANNABIS alza la pressione, fin troppo. Il consumo della sostanza è associato a un rischio triplicato di morte da ipertensione, secondo uno studio della Georgia University di Atlanta, negli Stati Uniti. I ricercatori hanno condotto un’analisi retrospettiva, raccogliendo gli studi del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), l’indagine statunitense per la valutazione dello stato di salute e nutrizione degli adulti e dei bambini. Gli esperti hanno rivolto particolare attenzione all’analisi di questa possibile associazione in individui di 20 anni (o di età maggiore) in quanto normalmente rappresentano i maggiori fruitori della pianta di cannabis.

I risultati. Lo studio rivela chi consuma marijuana, rischia ben tre volte di più la morte dovuta a ipertensione rispetto a chi non ne fa uso e “se il suo consumo continua, il rischio aumenta ogni anno di più”, afferma Barbara Yankey, della Georgia State University e autrice della ricerca. Inoltre, rispetto al fumo di sigaretta, la marijuana sembra causare effetti negativi, di portata maggiore, anche sul sistema cardiovascolare. “Sappiamo che nelle sale di emergenza si riscontrano numerosi casi di attacchi di cuore e angina in seguito all’uso di marijuana. Questo indica che l’uso di marijuana può avere conseguenze anche più pesanti sul sistema cardiovascolare rispetto a quello già stabilito per il fumo di sigarette, anche se il numero di fumatori analizzato nel nostro studio è stato piccolo e si dovrebbe fare un’analisi su un campione più vasto”

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