Book del Forum 2017

Carola, 11 anni e tanta forza per combattere una malattia rara

E’ l’Adsl. Un’associazione per unire famiglie e aiutare la Ricerca (ANSA)

Carola oggi ha 11 anni, una grande forza ed una malattia rara con cui combatte ogni giorno, la carenza dell’enzima adenilsuccinato liasi – ADSL.

La sua battaglia vede in prima linea anche la sua mamma, Benedetta, che ha fondato un’associazione per aiutare tutti i bimbi che, come Carola, devono affrontare questa difficile strada: si chiama ‘Piccoli geni onlus’ e l’obiettivo è anche dare ‘una mano’ alla ricerca, perchè solo la ricerca scientifica potrà trovare una soluzione per migliorare la vita di questi piccoli malati rari. “Quando è nata – racconta Benedetta – Carola era una bambina bellissima e apparentemente sana, nel primo anno presentava un leggero ritardo nelle funzioni psicomotorie, lei era più lenta rispetto agli altri bambini della sua età, e tutti gli specialisti ci dicevano che ogni bambino ha i suoi tempi… che tutte le analisi e controlli erano buoni e che non si poteva sospettare alcuna malattia nota. All’età di 3 anni, non era in grado di camminare, neanche di dire poche parole, e sempre a quell’età ha avuto la sua prima crisi epilettica…Leggi l’articolo su ANSA: www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2017/10/13/carola11anni-e-tanta-forza-per-combattere-una-malattia-rara_8adb77f5-fce4-48a6-85fe-32b5864487ea.html

Griglia Lea 2015: il 30% delle Regioni (tutte del Sud) resta fuori. Campania in picchiata, Toscana al top

Toscana (212 punti), Emilia Romagna (205) e Piemonte (205), Veneto (202), migliorano Abruzzo (da 163 a 182) e Calabria (da 137 a 147), ma peggiorano Campania (da 139 a 106), Puglia (da 162 a 155) e Sicilia (da 170 a 153).

Molise, Puglia, Sicilia, Campania e Calabria: cinque su sedici delle Regioni monitorate ai fini della Griglia Lea (35 indicatori), messa a punto dalla Dg Programmazione sanitaria del ministero della Salute, risultano “inadempienti”….Leggi l’articolo sul Sanità24: www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2017-10-12/griglia-lea-2015-30percento-regioni-tutte-sud-resta-fuori-campania-picchiata-toscana-top-190323.php?uuid=AE098glC

L’inclinazione prosociale del cervello delle donne

Il cervello delle donne e quello dei maschi elabora le scelte egoistiche e quelle prosociali in modo differente. A fronte di una decisione egoistica, nei maschi il sistema cerebrale della ricompensa si attiva più fortemente di quando viene fatta una scelta prosociale, mentre nelle donne succede l’opposto.

La scoperta è opera di un gruppo di ricercatori dell’Università di Zurigo che la illustrano su “Nature Human Behavior”

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno monitorato con risonanza magnetica funzionale (fRMN) l’attività cerebrale di un gruppo di volontari mentre erano impegnati in una serie di compiti in cui dovevano scegliere se tenere solo per sé una ricompensa monetaria (opzione egoista) oppure condividerla con altri (opzione prosociale). L’analisi delle immagini ottenute con la fRMN ha mostrato appunto che nelle donne lo striato – il centro cerebrale responsabile della valutazione della ricompensa che si attiva ogni volta si prende una decisione – è più attivo quando fanno una scelta prosociale e viceversa negli uomini.

Quando però Alexander Soutschek e colleghi hanno somministrato ai volontari un farmaco che interferisce con la dopamina, il principale neurotrasmettitore usato dal sistema della ricompensa, hanno constatato che le donne iniziavano a comportarsi in modo più egoistico mentre i maschi viravano verso un comportamento più prosociale. “Questi risultati – spiega Soutschek – dimostrano che il cervello delle donne e dei maschi elabora in modo diverso la generosità a livello dei neurotrasmettitori”….Leggi l’articolo su LE SCIENZE: www.lescienze.it/news/2017/10/10/news/comportamento_egoista_prosociale_ricompensa_donne_maschi-3699768/

Salute: a Firenze forum su governance e innovazione

Esperti del settore e ‘futuristi’ a confronto su nuove frontiere (ANSA)

FIRENZE – Garantire efficienza ed equità del sistema salute, guardando al futuro e alle innovazioni tecnologiche del settore healtcare. É questo il tema centrale intorno al quale ruota il ‘Forum della della sostenibilità e opportunità nel settore della salute’ alla stazione Leopolda di Firenze. Una due giorni di dibattiti su governance e innovazione, con esponenti delle istituzioni, della comunità scientifica, del mondo della sanità e dell’industria a confronto con ‘futuristi’ di fama internazionale, portatori di visioni e anticipatori di tendenze del mondo dei prossimi anni. Fil-rouge dell’edizione 2017 è il concetto di futuro: “È il futuro a irrompere in questa edizione del Forum – ha spiegato Giuseppe Orzati, direttore del Forum -, ma fin dall’inizio abbiamo scelto di essere un pensiero in movimento, così come si muove la scienza, la ricerca, l’innovazione e la tecnologia”. Alla Leopolda di Firenze si parla dei nuovi scenari che si aprono nella cura del cancro, del diabete, delle malattie neurodegenerative e rare, passando per la salute della donna e i temi dell’alimentazione e della nutraceutica, fino all’analisi delle trasformazioni tecnologiche causate dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale. Spazio poi allo sviluppo di nuovi progetti attraverso il “contest delle idee’, una sfida tra giovani dedicata alle start-up italiane, l’ ‘Hackaton on rare deseases’, una maratona-evento che coinvolgerà esperti di informatica, pazienti e neuroscienziati con l’obiettivo di elaborare un’idea progettuale che possa migliorare la qualità di vita di chi soffre di malattie rare, e il ‘Collision Event’ sulla medicina partecipativa, coordinato dai ricercatori del Cern di Ginevra. “Oggi il futuro non è mai stato così vicino: quel che ieri era impensabile, oggi lo ritroviamo nei media e in pochi anni o mesi diviene un qualcosa che ormai fa parte della nostra cultura e permea la nostra vita”, dice Giorgia Zunino, Futurist e direttore scientifico di Hedux.org….l’articolo su ANSA: www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/postit/Forum_Leopolda/2017/10/02/salute-a-firenze-forum-su-governance-e-innovazione_3f9264a2-171d-46ff-9d61-da5066a2de7a.html

Ascoltare è meglio che vedere per capire le emozioni

Il modo migliore per interpretare le emozioni delle persone con cui interagiamo è affidarsi a quello che sentiamo con l’udito più che a quello che vediamo nelle espressioni facciali. Lo dimostra uno studio su 1800 volontari che ridimensiona l’importanza dei segnali delle espressioni del viso.

La mimica facciale è fondamentale per esprimere le emozioni. Se ne accorse anche Charles Darwin che affrontò il problema nella fondamentale opera L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, pubblicato nel 1872. La tesi del libro era che l’espressione corporea delle emozioni sia in qualche modo universale, indipendente cioè dalla cultura di appartenenza.

Sembra tuttavia che interpretare le espressioni facciali non sia il modo più efficace per cogliere le emozioni del proprio interlocutore, secondo quanto emerge da uno studio pubblicato su “American Psychologist” organo dell’American Psychological Association, da Michael Kraus, e colleghi della Yale University. Per gli autori, è meglio fare affidamento su ciò che sentiamo con l’udito più che su ciò che vediamo.

“Le scienze biologiche e sociali negli anni hanno dimostrato il profondo desiderio degli individui di connettersi gli uni con gli altri e la gamma di competenze che le persone hanno per distinguere emozioni o intenzioni, ma anche in presenza di volontà e competenza, le persone spesso percepiscono in modo inaccurato le emozioni degli altri”, ha spiegato Kraus. “La nostra ricerca suggerisce che basarsi su una combinazione di segnali vocali e facciali, o solo su segnali facciali, può non essere la migliore strategia per riconoscere accuratamente le emozioni o le intenzioni degli altri”….Leggi l’intero articolo su LE SCIENZE: www.lescienze.it/news/2017/10/10/news/ascoltare_emozioni_interlocutore-3699901/