COMUNICATO STAMPA

OLTRE 350 PARTECIPANTI AL CONFRONTO NAZIONALE SUL SOFTWARE IN SANITA’

Oltre 350 partecipanti, 10 regioni rappresentate, 30 aziende e 20 start-up. Sono i numeri del “Confronto Nazionale sul Software in Sanità”, l’evento che si è svolto all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, il 4/5 luglio 2018.

Moltissimi i temi sviluppi con il software, considerato asset fondamentale del sistema sanitario, al centro del dibattito. Una due giorni che ha permesso l’incontro fra domanda e offerta d’innovazione in sanità. Ricco di spunti il think tank, uno strumento di discussione, con interventi e domande ai relatori, svoltosi nella prima giornata, che ha approfondito il tema del “nuovo codice appalti e delle possibili modalità di acquisto di innovazione digitale”. La seconda giornata ha avuto come protagonista principale il marketplace del SW, il matching diretto tra aziende sanitarie e imprese per comprendere il fabbisogno delle prime e presentare la proposta delle seconde. E’ stata l’occasione per conoscere meglio le potenzialità di miglioramento e di innovazione della sanità, attraverso gli incontri tra realtà pubbliche e aziende private nell’auspicio di nuove sinergie e progettualità.

“Il confronto è andato molto bene, sono molto soddisfatto – ha dichiarato Giuseppe Orzati, che ha avuto l’idea di questo evento e l’ha organizzato con la società Koncept -. Sono emerse delle indicazioni che orienteranno anche il mercato e sono state approfondite alcune conoscenze. I due esperimenti, il think tank e il marketplace, sono andati molto bene, sono stati molto partecipati e questo ci dà lo slancio per poter replicare in futuro questo incontro”.

“Questi numeri dimostrano che c’è un fermento, un interesse molto forte verso tutto quello che è innovazione – ha commentato Gianluca Postiglione Direttore generale SORESA Soggetto aggregatore della Regione Campania e responsabile scientifico del Convegno -. Come è emerso in questi giorni l’innovazione è diversa: il mercato la percepisce in un modo, la pubblica amministrazione in un altro modo e gli utenti la percepiscono in maniera ancora differenze. Per questo il confronto è servito per capire la strada che stiamo percorrendo, a capire come canalizzare le risorse non soltanto finanziarie ma anche e soprattutto intellettive. L’evento è stato un successo e andrà replicato addirittura auspicando che diventasse ricorrente perché tutti i partecipanti ne escono più arricchiti. Secondo AgID, se guardiamo i processi innovativi in Europa siamo come Paese ai primi posti. Se però su 140 miliardi di spesa pubblica solo l’1,5% è speso per l’innovazione dobbiamo ancora farne di strada. Uno dei temi emersi durante il confronto è quello secondo il quale per innovare bisogna investire nelle competenze. Innovare è un processo complesso all’interno del nostro ordinamento per cui bisogna investire sulla filiera dei dirigenti, del medium management ma anche del top management per entrare nella cultura dell’innovazione investendo nei propri dipendenti e soltanto così il sistema Italia potrà diventare davvero competitivo”.

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