Una teoria suggerisce che la percezione, il controllo motorio, la memoria e altre funzioni cerebrali dipendono dal confronto tra le esperienze in corso e le aspettative formulate dal cervello. La teoria potrebbe spiegare alcune patologie mentali e offrire addirittura un modello generale del funzionamento del cervello, ma malgrado vari risultati interessanti, manca ancora una prova decisiva

La società di intelligenza artificiale DeepMind ha introdotto un nuovo software che può scattare una singola foto di alcuni oggetti in una stanza virtuale e, senza alcuna guida umana, dedurre come apparirebbe la scena tridimensionale da punti di vista completamente nuovi. Con una manciata di immagini di questo tipo, il sistema – chiamato GQN (Generative Query Network) – è in grado di modellare con successo il layout di un semplice labirinto come quelli dei videogiochi.
Partendo dall’immagine presentata, GQN genera previsioni su come dovrebbe essere una scena – dove dovrebbero essere collocati gli oggetti, come dovrebbero cadere le ombre contro le superfici, quali aree dovrebbero essere visibili o nascoste in diverse prospettive – e usa le differenze tra queste previsioni e le osservazioni effettive per migliorare l’accuratezza delle previsioni che farà in seguito.

Tutto ciò potrebbe avere analogie con il funzionamento del cervello umano….L’articolo su LeScienze>>