CONFRONTO NAZIONALE SUL DIABETE

Responsabile scientifico
Massimo Massi Benedetti

Il diabete è una patologia cronica caratterizzata da un incremento della glicemia dovuto ad una carenza di produzione di insulina, il principale ormone che regola l’equilibrio glicemico, o dalla sua ridotta capacità di agire in modo appropriato sulle cellule bersaglio.
In grandi linee, il diabete può essere suddiviso in due grandi categorie: il diabete di tipo 1 e di tipo 2.
Il diabete di tipo 1, in passato conosciuto come diabete giovanile o diabete magro, è caratterizzato dalla distruzione delle cellule specifiche (beta cellule) del pancreas deputate alla produzione di insulina, a causa di un processo autoimmune che determina una carenza assoluta dell’ormone. Tale condizione si instaura rapidamente ed è incompatibile con la sopravvivenza se non viene instaurata rapidamente una terapia insulinica sostitutiva che deve essere continuata per tutta la vita.
Il diabete di tipo 2, in passato conosciuto come diabete dell’adulto o diabete grasso, è caratterizzato dalla inefficace azione della insulina nei tessuti degli organi bersaglio (fegato, muscolo, tessuto adiposo) con progressiva riduzione della capacità secretiva del pancreas che diviene prevalente nel corso degli anni. La malattia può essere asintomatica per molti anni nel corso dei quali, però, progrediscono le complicanze croniche specifiche del diabete. I principali fattori di rischio per il diabete di tipo 2 sono rappresentati dalla familiarità, dalla sedentarietà, dal sovrappeso e dalla obesità e si associa ad altre condizioni patologiche quali ipertensione, dislipidemie, e patologie del sistema vascolare, contribuendo alla cosiddetta “Sindrome metabolica”. Nelle fasi precoci il diabete di tipo 2 può essere trattato con farmaci somministrati per via orale, richiedendo, spesso, nelle fasi più tardive il trattamento insulinico.
La prevenzione del diabete di tipo 1 è ancora oggetto di studio, mentre sono disponibili evidenze precise che il diabete di tipo 2 possa essere prevenuto, ed addirittura fatto regredire nelle fasi più precoci, con adeguati interventi sullo stile di vita volti a combattere la sedentarietà e l’eccesso di peso corporeo (prevenzione primaria)
Entrambi i tipi di diabete, se mal controllati, possono determinare gravi complicanze croniche, legate prevalentemente a lesioni micro e macro vascolari e neuropatiche, quali cecità, insufficienza renale, neuropatie periferiche, amputazioni degli arti inferiori, accidenti cardio e cerebrovascolari, etc.
Le conoscenze scientifiche ed i presidi terapeutici oggi disponibili, se ben utilizzati, permettono di raggiungere un controllo glicemico ottimale in grado di prevenire le complicanze croniche del diabete (prevenzione secondaria) permettendo alle persone affette da diabete di avere delle aspettative in termini di vita familiare, attività lavorativa e ricreativa perfettamente sovrapponibili a quelle di chi non ne è affetto.
Ancora oggi, però, vi sono delle barriere di tipo sociale, culturale ed ambientale che, nel singolo soggetto, interferiscono pesantemente con il raggiungimento dell’obiettivo di un controllo metabolico ottimale e con la piena realizzazione delle aspettative individuali. È sempre più evidente che tali fattori, la cui variabilità è legata ai valori ambientali ed individuali prevalenti, devono rientrare a pieno titolo nella valutazione del singolo soggetto nel processo terapeutico assistenziale: medicina personalizzata.
Il “Focus on: Diabete” si svolgerà in quattro momenti separati costituiti da due dibattiti su “Prevenzione primaria” e “Prevenzione secondaria” del diabete e da due Tavoli di Lavoro: “Il diabete come condizione paradigmatica per un dialogo interdisciplinare sulla medicina personalizzata” e “Dibattito sulla disponibilità a livello regionale delle nuove tecnologie per la gestione clinica del diabete”
Nel corso della sessione sulla prevenzione primaria verranno coinvolti esperti non del solo settore sanitario, ma di discipline diverse e complementari nella identificazione delle più efficaci strategie di intervento ambientale per indurre e rendere possibili, su di una popolazione generale, comportamenti in grado di modificare la attuale apparentemente inarrestabile epidemia di diabete e di patologie croniche non infettive in generale.
Nella sessione sulla prevenzione secondaria verranno dibattute, anche alla luce del Piano Sanitario Nazionale per il Diabete le più attuali metodologie di intervento sia farmacologico che tecnologico ed i più efficaci modelli organizzativi del sistema sanitario volti a ridurre gli effetti negativi del diabete sia a breve che a lungo termine.
Nel tavolo di Lavoro su “Il diabete come condizione paradigmatica per un dialogo interdisciplinare sulla medicina personalizzata un ristretto gruppo di esperti in vari settori affronterà le complesse implicazioni metodologiche, tecniche e culturali relative alla Medicina personalizzata con l’obiettivo di creare una piattaforma operativa per successivi progetti specifici di ricerca.
In fine, nel “Dibattito sulla disponibilità a livello regionale delle nuove tecnologie per la gestione clinica del diabete” Assessori Regionali alla Sanità e funzionari regionali responsabili del settore HTA affronteranno le complesse procedure amministrative ed i risvolti economici che devono essere prese in considerazione per la piena soddisfazione delle esigenze assistenziale delle persone affette da diabete alla luce delle normative vigenti e dei budget disponibili.

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