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Il Rapporto Oasi 2016 conferma il raggiunto equilibrio economico del Sistema sanitario nazionale, in attivo per il terzo anno consecutivo. Per il sesto anno di fila, però, la spesa sanitaria non cresce, mostrando aree di undertreatment, soprattutto nell’assistenza ai non autosufficienti, afferma Francesco Longo, responsabile del Rapporto.

LA SANITÀ COME VOLANO DI SVILUPPO PER L’ITALIA (Newsletter CERGAS Bocconi: Focus on Rapporto OASI 2016)

L’edizione 2016 del Convegno OASI (Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema Sanitario Italiano) è stata organizzato, lo scorso 14 novembre in Bocconi, da CeRGAS, SDA Bocconi in collaborazione con Bocconi Alumni Association. OASI ha coinvolto 30 ricercatori; la preparazione del Convegno e dei relativi materiali è stata a cura di Francesco Longo, Patrizio Armeni, Lorenzo Fenech, Alessandro Furnari, Francesco Petracca, Luigi Preti e Alberto Ricci. Al Convegno hanno partecipato oltre 700 persone tra medici, ricercatori, politici, accademici, dirigenti e funzionari pubblici e operatori del settore sociosanitario.

La mattinata del convegno è stata dedicata alle evidenze del Rapporto OASI 2016, il volume che dal 2000 monitora e interpreta i cambiamenti in atto nelle politiche sanitarie e nel management delle aziende sanitarie pubbliche e private.

L’Italia mostra dati molto positivi in termini di stato di salute ed efficacia dei servizi. Il SSN ha ormai raggiunto una stabilità dei risultati finanziari, sia a livello aggregato, sia a livello di singole realtà regionali, da Nord a Sud. Inoltre, il sistema mostra grande dinamismo sul piano delle riforme istituzionali.

Tuttavia, ci attendono sfide complesse: cronicità, disabilità, gestione della non autosufficienza sul lato della domanda. Rispondervi è possibile, ma è necessaria una riduzione della frammentazione dell’offerta ospedaliera, dello squilibrio Nord-Sud, l’irrobustimento delle cure intermedie, dei modelli di disease management e della residenzialità territoriale.

Sul piano sovra-aziendale e aziendale, rivestono particolare importanza la funzione acquisti, alla prova della centralizzazione e la funzione programmazione e controllo, che dovrebbe accompagnare il cambiamento di paradigma verso logiche di processo. Parallelamente, è necessario un profondo rinnovamento degli organici e la promozione di forme innovative di integrazione interprofessionale. Deve continuare l’impegno per l’affinamento delle politiche farmaceutiche e per l’implementazione del modello nazionale HTA. In generale, è urgente che la sanità italiana -nella sua eterogenea ricchezza di attori pubblici e privati- cambi marcia e vada oltre la gestione di puro contenimento della spesa.

La presentazione del Rapporto 2016 è stata possibile grazie al contributo incondizionato di Bayer e Medtronic Italia.

Al pomeriggio è stato presentato l’approfondimento tematico “Italy, a Healthy Investment” e si è discusso su alcune proposte per valorizzare i potenziali del settore sanitario italiano, che può diventare un punto di riferimento internazionale per chi vuole investire i propri capitali nella filiera sanitaria – dalla ricerca, alla manifattura, all’erogazione di servizi – curarsi o accedere a formazione di qualità; tutto questo per generare sviluppo economico, ma soprattutto, per aprire e rafforzare il sistema sanitario del nostro Paese.

Il tema delle piattaforme e, in alcuni casi, della costituzione di vere e proprie reti, è comune a tutti gli ambiti di investimento considerati. Dalle diagnosi emerge, infatti, un sistema con un grande patrimonio di conoscenze, competenze – cliniche e manageriali- e strutture. Tuttavia questo sistema risulta ancora troppo frammentato per poter essere visibile e “fruibile” al/dal contesto internazionale.

Nel suo intervento conclusivo, il Presidente CERGAS Elio Borgonovi ha sottolineato che di fronte a quella che molti ricercatori definiscono “disruptive innovation” anche nel settore della salute – come ad esempio: terapie geniche – cellulari, medicina rigenerativa, nanotecnologie e robotica, sistemi informativi e uso di big data –  occorre ciò che è stato definito “disruptive thinking”, ossia il ripensamento radicale del modo di affrontare le sfide del prossimo futuro. Solo con tale prospettiva sarà possibile garantire la sostenibilità economica e sociale dei futuri sistemi di tutela della salute.

Questa ricerca è stata sviluppata in partnership con BAA (Bocconi Alumni Association) e realizzata con il contributo incondizionato di Bristol-Myers Squibb.

Per maggiori approfondimenti:

– scaricare gratuitamente tutto il materiale dal sito CERGAS
– leggere l’articolo su Sarfatti25
– recuperare i commenti su Twitter #OASI2016
– leggere l’introduzione del libro Rapporto OASI 2016
– visitare la pagina dell’Osservatorio Aziende Sanitarie Italiane
– consultare la rassegna stampa OASI