Uno stress a pochi giorni dalla nascita, prodotto per esempio dalla mancanza di cure materne, lascia un’impronta a lungo termine nei piccoli di topo, che da adulti mostrano più spesso comportamenti depressivi.

Nei mammiferi, uno stress vissuto nelle prime fasi di vita aumenta il rischio di depressione e altri disturbi psichiatrici nelle fasi successive della vita. La scoperta, emersa da alcune ricerche condotte in passato, viene ora confermata da uno studio pubblicato su “Science” da un gruppo di ricercatori della Mount Sinai University.

I ricercatori hanno infatti documentato nei topi appena nati l’esistenza di una “finestra temporale” di suscettibilità allo stress e hanno scoperto i meccanismi molecolari che nel cervello regolano la permanenza a lungo termine di disturbi comportamentali riconducibili alla depressione.

All’origine del fenomeno vi sono infatti processi epigenetici, che riguardano cioè le variazioni di attività dei geni indotti da meccanismi di regolazione separati dalla sequenza del DNA. Questi meccanismi sono controllati in parte da proteine specializzate che hanno il compito di legarsi ai geni e di regolarne la trascrizione da parte dell’RNA messaggero.

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