Studio del San Raffaele con analisi su gruppo di pazienti: esiti migliori per quelli sottoposti a sei cicli: pre e post intervento

La chemioterapia fatta prima dell’intervento chirurgico aumenta notevolmente la sopravvivenza di pazienti operati per tumore al pancreas, uno dei tumori più aggressivi e temibili.

Questo tumore quando viene identificato presenta spesso già metastasi o ramificazioni tumorali che ne impediscono l’asportazione radicale. Così, solo nel 20% dei casi può essere operato subito dopo la diagnosi. Nei pazienti ritenuti operabili, il trattamento standard finora era rappresentato dalla chirurgia seguita dalla chemioterapia. La nuova ricerca, uno studio clinico indipendente e tutto italiano coordinato dall’Irccs Ospedale San Raffaele e pubblicato sulla rivista The Lancet Gastroenterology & Hepatology.

E’ la prima in assoluto a evidenziare in modo chiaro il ruolo della chemioterapia neoadiuvante nelle persone con adenocarcinoma del pancreas operabile.

«Sebbene la chirurgia sia un’arma molto efficace per il tumore al pancreas, la guarigione può essere compromessa dalla presenza di micrometastasi, cioè metastasi troppo piccole per essere evidenziate» spiega il dottor Gianpaolo Balzano, chirurgo del pancreas dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, che continua: «L’unico trattamento efficace per combattere le micrometastasi è la chemioterapia. Tuttavia, quando applichiamo il trattamento standard e operiamo il paziente, l’inizio della chemioterapia viene posticipato di alcuni mesi per consentire al malato di riprendersi dall’intervento. Inoltre, molti pazienti non possono cominciarla affatto per possibili complicanze o difficoltà nella ripresa postoperatoria»….Continua su La Stampa>>