Quasi tre milioni di persone vivono in Italia con una diagnosi di cancro. E si trovano a fare i conti con un’assistenza a più velocità, in base al Cap di residenza.

La spesa ospedaliera inefficace potrebbe essere evitata grazie all’attivazione di una rete integrata di assistenza in grado di intercettare tempestivamente il bisogno del malato cronico in fase avanzata e fornire un’adeguata risposta al domicilio del paziente. Ma nonostante l’evidenza scientifica dei vantaggi che deriverebbero dalla diffusione omogenea delle cure palliative, negli ultimi 10 anni non si è ridotta la percentuale di malati oncologici che può rimanere a casa propria fino all’ultimo giorno.

Un recente report evidenzia anche il ruolo del caregiver. A livello Ue è allo studio una proposta di direttiva volta a trovare il punto di equilibrio tra attività professionale e vita familiare dei prestatori di assistenza. In Italia, dopo anni di grave ritardo, si registra finalmente un’importante attività parlamentare volta all’approvazione di una legge che riconosca e tuteli il caregiver….Leggi l’articolo completo su AdnKronos>>