La morte cellulare programmata mantiene l’equilibrio in organismo: se va in tilt si innesca la proliferazione cancerosa. Colpa dei geni, oggi bersaglio di una terapia pionieristica.

IL GENE identificato sul cromosoma 18 non è collegato ad altri oncogeni noti ma potrebbe essere importante nell’origine dei tumori delle cellule B del sangue: Così si concludeva, nel 1984, lo studio con cui Carlo Croce, attuale direttore dell’Institute of Genetics dello University of Ohio Comprehensive Cancer Center, descriveva per la prima volta su Science il gene BCL2.

Croce non poteva sapere, un quel momento, quanto la sua scoperta sarebbe stata importante, ben al di là dell’identificazione di un altro gene anomalo in alcuni tumori. Negli anni seguenti, e ancora di più oggi, con l’approvazione del venetoclax, il primo farmaco diretto specificamente contro di esso, il ruolo cruciale di BCL2 si è fatto sempre più chiaro, e ha dato sostanza a un fenomeno che dipende in misura determinante da esso e del tutto ignoto fino a qualche anno fa: l’apoptosi, ovvero la morte cellulare programmata…continua su : www.repubblica.it/salute/ricerca/2017/06/12/news/apoptosi_bcl2_tumori-167921047/