La formazione di ricordi avviene quando più neuroni fra loro connessi sono attivati contemporaneamente o nell’arco di brevissimo tempo. Ora è stato scoperto un nuovo meccanismo che permette la memorizzazione di stimoli che si sviluppano in tempi più lunghi, probabilmente utile per ricordare sequenze di eventi

Un nuovo meccanismo neurale per la memorizzazione dei ricordi è stato scoperto da ricercatori dello Howard Hughes Medical Institute ad Ashburn, in Virginia, che lo descrivono in un articolo pubblicato su “Science”. Secondo gli autori, questo meccanismo sarebbe destinato a ricordare non tanto singoli eventi, quanto sequenze di eventi.

Numerosi studi hanno dimostrato che i ricordi sono formati e memorizzati attraverso il rafforzamento delle connessioni (sinapsi) fra neuroni; questo rafforzamento si verifica quando, durante un certo evento, due neuroni collegati fra di loro vengono entrambi attivati in un arco di tempo ristretto. In questo modo si forma una memoria di quell’evento.

D’altra parte le connessioni neurali devono avere una certa plasticità, permettendo il rafforzamento o l’indebolimento di una connessione (ricordo) in funzione delle situazioni mutevoli: se una volta ci hanno servito un caffè imbevibile, il suo ricordo può (ed è un bene) svanire, altrimenti non avvicineremmo più le labbra a una tazzina. Non a caso questo meccanismo plastico è minato in chi soffre di disturbo post-traumatico da stress….Leggi l’articolo su LE SCIENZE: www.lescienze.it/news/2017/09/08/news/meccanismo_consolidamento_memoria_plasticita_sinaptica-3655862/