Realizzata in Svizzera una nuova interfaccia uomo-macchina che consente alle persone che hanno perso qualunque capacità di movimento, compresa quella oculare, di tornare a comunicare, sia pure in modo limitato. Il dispositivo è infatti in grado di “leggere il pensiero”, rilevando le risposte del soggetto a semplici domande attraverso la misura dello stato di ossigenazione del sangue e la registrazione di un elettroencefalogramma.

Nelle fasi più avanzate, gravi malattie neurodegenerative come la sclerosi laterale amiotrofica non lasciano al paziente alcun movimento residuo, nemmeno degli occhi, anche se le capacità cognitive rimangono intatte: si parla in questo caso di sindrome locked-in.

Per questi pazienti, a cui è preclusa ogni comunicazione con il mondo, esiste ora una nuova interfaccia cervello-computer non invasiva che permette di decifrarne i pensieri, almeno quando devono rispondere sì o no a semplici domande: l’hanno realizzata Niels Birbaumer e colleghi del Wyss Center for Bio and Neuroengineering di Ginevra, in Svizzera, autori di un articolo apparso sulla rivista “PLOS Biology”. La sperimentazione ha coinvolto quattro soggetti affetti da sclerosi laterale amiotrofica, studiati approfonditamente per stabilire i parametri fisiologici indicativi di una risposta affermativa o negativa a semplici domande…continua su Le Scienze www.lescienze.it/news/2017/02/02/news/interfaccia_neurale_sindrome_locked-in-3407321/