Verso un nuovo approccio terapeutico per il Parkinson

C’è un bisogno assoluto di trattamenti per il Parkinson. Lo dicono i numeri: dieci milioni di persone a livello globale con tremore agli arti, difficoltà di movimento, declino cognitivo e depressione che peggiorano via via che avanza la degenerazione neurologica, tutti sintomi del Parkinson. E lo dice anche il recente annuncio dell’azienda farmaceutica Pfizer di voler sospendere le ricerche su potenziali farmaci per questa malattia, così come per l’Alzheimer, a causa degli scarsi risultati ottenuti.

Una ricerca pubblicata su “Cell Reports” dagli scienziati del Buck Institute for Research on Aging, un istituto dedicato alla ricerca sulle malattie correlate all’invecchiamento con sede a Novato, in California, sembra ora dare qualche speranza, anche se si tratta di uno studio su topi.Gli autori hanno infatti scoperto che la sistematica eliminazione degli astrociti senescenti nel cervello di questi roditori è in grado di prevenire la degenerazione del sistema nervoso e i sintomi associati a un modello animale della forma più diffusa del Parkinson, quella che rende conto del 95 per cento dei casi di malattia. Eliminare gli astrociti colpiti da senescenza inibisce la comparsa dei sintomi del Parkinson in topi di laboratorio. Lo dimostra una ricerca su queste cellule importanti per lo sviluppo del sistema nervoso, che apre la strada a un nuovo potenziale approccio terapeutico….

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