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La forza me l’ha data lui, bastava un suo sorriso per ricaricarmi (ANSA)

“E’ il 2 agosto 2016, è una settimana che Matteo non mangia, si lamenta senza nessun motivo e beve solamente”. Inizia così il diario su cui ho annotato la storia della malattia di mio figlio, colpito un anno fa da leucemia.
Matteo oggi ha quattro anni, il peggio è passato ma la battaglia non è finita. Potrei quasi dire che il tumore l’ho avuto anche io, che le terapie che ha fatto lui le ho fatte anche io.
Nonostante questo, però, mi sento un donna più forte di un anno fa. E ho imparato che la forza te la fai giorno per giorno, perché il cammino è lungo e non puoi prevedere nulla. Solo di una cosa non ho mai avuto dubbi: che ce l’avrebbe fatta.
Insospettiti da inappetenza e debolezza, abbiamo portato Matteo al Policlinico Gemelli di Roma, dove tra l’altro era nato il 18 settembre del 2013. Gli viene trovata la milza ingrandita, “forse sintomo di mononucleosi”, si ipotizza. Quindi un emocromo sballato: “potrebbe essere un virus o malattia del sangue”. Dopo una serie di accertamenti, il 29 agosto arriva l’esito dell’esame al midollo, che rivela leucemia linfoblastica acuta.
“Un colpo, un incubo, tanta tanta paura….continua su:  www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/si_puo_vincere/2017/08/09/viviana-una-donna-piu-forte-dopo-la-leucemia-di-mio-figlio_b876822d-a084-4243-9318-3c3816b12c72.html