A proposito di reputazione

Una buona reputazione conta, parola di bambino

A cinque anni i bambini comprendono già l’importanza di fare una buona impressione sugli altri e sono in grado di sfruttare strategie piuttosto complesse per migliorare la propria reputazione all’interno del gruppo di cui fanno parte

I bambini iniziano preoccuparsi della loro reputazione, impegnandosi a gestire le impressioni che trasmettono agli altri, già a cinque anni, cioè ben prima dell’età (nove anni) a cui finora si riteneva che emergesse questa capacità. E’ questa la conclusione a cui sono giunti Ike M. Silver e Alex Shaw, psicologi cognitivisti rispettivamente all’Università della Pennsylvania a Filadelfia e all’Università di Chicago, sulla base di una disamina dei più recenti studi sullo sviluppo cognitivo dei bambini, che illustrano in un articolo su “Trends in Cognitive Sciences”.
Gli psicologi hanno dedicato molta attenzione a come gli adulti affrontano e gestiscono la reputazione, mentre pochi studi si sono concentrati sull’emergere della consapevolezza dell’importanza della reputazione nei bambini piccoli, privilegiando invece la loro capacità di esibire tratti come la moralità, l’intelligenza o la dominanza….

Gestire la reputazione richiede notevoli capacità dato che i comportamenti che contraddistinguono i diversi tratti possono facilmente entrare in conflitto: un atto di prepotenza, per esempio, esprime dominanza ma compromette la reputazione di moralità. Il nuovo studio mostra che i bambini sono in grado di adottare un comportamento flessibile, in modo da lasciare un’impressione positiva sulle persone chiave in ciascuna situazione. Per esempio, i bambini si  comportano più generosamente quando sono osservati da qualcuno di cui in futuro potrebbero avere bisogno, mentre in altre situazioni si comportano in modo più egoistico…Continua su Le Scienze>>

Di |2018-05-05T07:01:12+00:005/5/2018|2018, News|