Estendere i tempi per la somministrazione della seconda dose dei vaccini Pfizer e Moderna a 42 giorni, anzichè effettuare il richiamo a 3 o 4 settimane come previsto, potrebbe rappresentare un rischio per i pazienti fragili. Per loro, infatti, la risposta immunitaria che si sviluppa dopo la prima dose è ridotta ed allungare i tempi per il richiamo può rappresentare un pericolo.

I pazienti oncologici in trattamento attivo, in particolare, devono essere vaccinati con la seconda inoculazione entro 21 giorni. Le evidenze scientifiche infatti dimostrano che questi soggetti estremamente vulnerabili hanno meno probabilità rispetto alle persone sane di sviluppare una risposta anticorpale dopo la prima dose del vaccino prodotto da Pfizer e dovrebbero avere la priorità della seconda dose entro tre settimane”. Pur comprendendone gli obiettivi, gli esperti si dicono quindi molto preoccupati per la decisione del Cts di estendere l’intervallo fra la prima e la seconda dose dei due vaccini anti Covid a mRNA anche ai pazienti fragili….L’articolo integrale su ANSA>>