CANTIERE: VERSO LA SANITÀ DIGITALE IN ITALIA, UN PROCESSO PARTECIPATIVO E DI CONDIVISIONE

CANTIERE: VERSO LA SANITÀ DIGITALE IN ITALIA, UN PROCESSO PARTECIPATIVO E DI CONDIVISIONE

Il mondo della sanità in generale e quello dell’Assistenza Primaria sul territorio, sta vivendo un momento di grande trasformazione, sicuramente accelerata dalle vicende connesse all’epidemia da coronavirus.

Per tutti i Medici di Medicina Generale è evidente il significativo cambiamento che sta impattando sul suo lavoro, destinato ad incidere sempre di più su aspetti operativi ed assistenziali.

La Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale – FIMMG, ritiene che sia indispensabile che la professione medica si ponga in un atteggiamento di proattività per cercare di gestire questi cambiamenti e non solo subirli. In tale prospettiva si ritiene necessario delineare una posizione chiara della Medicina Generale su alcuni aspetti che riguardano il mondo della digitalizzazione andando a definire un vero e proprio “position paper” della professione sull’argomento. Per perseguire questo obiettivo è stato utilizzato un processo di condivisione tra gli orientamenti (cosiddetto “metodo Delphi”) dei quadri associativi della FIMMG, rispetto ad alcune affermazioni che riguardano quattro aree tematiche per le quali si è chiesto di individuare un livello di accordo in un punteggio da uno a dieci. In base ai risultati ottenuti viene definito uno statement che costituisce, su questi stessi aspetti, la vision dei medici di medicina generale.

Come detto, l’argomento è stato suddiviso in quattro macroaree tematiche.

1. La prima area riguarda la comunicazione tra il medico e i suoi assistiti: si tratta di uno degli aspetti che ha subìto forse l’impatto maggiore durante l’epidemia da Covid-19. Le modalità di contatto sono state stravolte, ribaltate su tanti canali alternativi che anche in questa fase di quiescenza dell’epidemia continuano comunque ad essere significativamente utilizzati; dobbiamo comprendere bene i vantaggi, ma anche i rischi di questo cambiamento.
2. C’è poi tutto il mondo delle App per la salute, per lo più utilizzate dagli smartphone, che non sono più appannaggio solo delle fasce più giovani della popolazione. Si tratta di un settore in fortissima evoluzione, da sempre poco governato dalla presenza dei medici, che rischia sempre più di incidere su comportamenti e conseguenze di tipo sanitario. Anche qui dobbiamo capire come possiamo e dobbiamo muoverci.
3. Le “cure digitali” rappresentano, almeno nell’immaginario di noi tutti, il “core” della telemedicina; la loro enorme potenzialità e la possibilità, alla luce dei recenti eventi, di poterle finalmente metterle “in pista” pone comunque delle riflessioni su come effettivamente posizionarle, sui modelli migliori di implementazione, sulle nuove modalità di relazione tra operatori, pazienti e loro caregivers.
4. C’è inoltre il tema delle infrastrutture, delle piattaforme, degli ambiti cioè dove il dato digitale va a confluire, per essere archiviato e organizzato per diventare funzionale alla più adeguata presa in carico professionale e conseguentemente alla erogazione ottimale del processo assistenziale. Su questo aspetto è necessario far convergere la grande attenzione della nostra categoria proprio per il posizionamento strategico che le piattaforme assumono nella complessità dell’intero sistema.

Il position paper verrà definito in questi giorni a seguito della elaborazione dei dati complessivamente disponibili.

2020-09-10T16:58:43+00:00
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