Sullo scompenso cardiaco – una patologia che nel nostro Paese colpisce oltre un milione di persone ed è in crescente aumento, con una prevalenza del 2% sulla popolazione adulta – l’Italia è troppo indietro nelle cure: è ancora al palo un nuovo farmaco che abbatte ricoveri e mortalità e serve migliorare subito anche l’accesso alle terapie già disponibili. Così sarebbero infatti evitabili fino a 40mila morti ogni anno.

È l’appello rivolto dai cardiologi alle autorità regolatorie nazionali per facilitare l’utilizzo delle terapie contro lo scompenso già approvate e disponibili e accelerare l’approvazione dei farmaci antidiabetici per i quali Ema ha già autorizzato l’uso in pazienti con scompenso, ma la cui nuova indicazione terapeutica non è stata ancora recepita dall’Italia…

Le glifozine rappresentano attualmente la più rilevante innovazione terapeutica nel campo della patologia di disfunzione cardiaca e renale – dice Giuseppe Rosano, presidente eletto Heart Failure Association della Società Europea di Cardiologia – il ritardo nel recepimento italiano della nuova classe di farmaci per lo scompenso e il mantenimento di piani terapeutici che limitano l’accesso alle terapie innovative riduce significativamente la possibilità di allungare la sopravvivenza e migliorare la qualità di vita dei pazienti, oltre a impedire una diminuzione dei costi sanitari: è stato infatti dimostrato che la piena implementazione della terapia farmacologica con tutti i farmaci che modificano la prognosi nei pazienti con scompenso cardiaco può ridurre di oltre il 65% la mortalità e i ricoveri rispetto alle terapie convenzionali»….L’articolo su ANSA>>

LA LOTTA ALLE MALATTIE CARDIACHE NELLA NUOVA SANITÀ È UN FOCUS DEL FORUM 2021