Empatia: ecco come riusciamo ad intuire gli stati mentali di chi abbiamo di fronte

Empatia: ecco come riusciamo ad intuire gli stati mentali di chi abbiamo di fronte

La capacità che ci porta ad abbassare il tono di voce quando vogliamo consolare una persona o a capire quanto è affamata in base al suo atteggiamento mentre mangia

La capacità di provare empatia potrebbe essere genericamente definita come la possibilità di sintonizzarsi sullo stato mentale di un’altra persona. Ovvero, per esempio, essere in grado di sintonizzarsi col dolore di una persona nostra prossima che vediamo angosciata, o al contrario entusiasta. Prevede che in qualche modo si sia in grado di immaginare e dedurre lo stato mentale dell’altro (di intuirlo) per poi potercisi allineare in senso emotivo: è una capacità che ci permette di abbassare il tono di voce quando parliamo con una persona colpita da un lutto, o di rallegrarci per qualcuno che ha appena raggiunto un risultato atteso e di cui gioisce.

Rappresenta il requisito indispensabile nel contesto della relazione madre bambino, fin dalla nascita: molteplici studi hanno indagato le conseguenze di un’impossibilità empatica da parte della madre, e le conseguenze sullo stato mentale del bambino (per esempio gli esperimenti sulla still face a questo proposito sono illuminanti, e facilmente reperibili in video.  Lo stato mentale dell’altra persona non sembra però essere intuibile solamente per mezzo del cosiddetto linguaggio non verbale (il tono della sua voce, le smorfie che questo fa, la postura, lo sguardo): sembrano esserci altre e più profonde abilità di sintonizzazione empatica, connesse ad altri meccanismi….Continua su La Stampa>>

Di |2018-03-18T08:08:50+00:0018/3/2018|2018, News|