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a cura di Massimo Campedelli – Professional affiliate dell’Istituto Dirpolis della SSSUP Sant’Anna di Pisa

Per le caratteristiche proprie della normativa fiscale, interconnesse con le politiche del lavoro e dello sviluppo economico, dopo quasi tre anni di applicazione, la crescita di interesse e di adesione delle parti sociali, il numero di lavoratori e di imprese coinvolti/e, la notevole crescita del numero dei provider, ecc., il tema della misurazione dell’effettivo impatto dei piani di welfare aziendale (per il benessere dei lavoratori/trici; per il miglioramento della produttività; per la spesa pubblica sostenuta – tax expenditure – ecc.), risulta di particolare interesse per i singoli attori e per una possibile, e forse necessitata, rinegoziazione del suo sviluppo con il Governo Conte. Studi e ricerche sul w.a., di diversa natura, obiettivi e qualità, ne sono state fatte e sono in corso. Sono altresì disponibili e pubblicati regolarmente i dati ufficiali sugli accordi sottoscritti e i dati fiscali.

Si tratta di un patrimonio da cui partire per una discussione che porti alla elaborazione di RACCOMANDAZIONI, frutto di un percorso partecipato tra, e validato da, diversi stakeholders, attraverso una CONSENSUS CONFERENCE metodologicamente adattata e configurata in funzione dell’obiettivo.

Un percorso valutativo “plurale” in cui saranno coinvolti vari “attori” interessati all’argomento.  La CC, nel suo momento finale, contempla la dimensione scientifica e quella del dibattito pubblico, dando spazio alla maggiore pluralità di voci possibile.

I confini del welfare aziendale ad oggi sono tutt’altro che fissi e rigidamente definiti. La normativa fiscale afferente al tema si riverbera in aree quali quelle della previdenza, sanità, fisco, famiglia, pari opportunità, ecc.

Con welfare aziendale, in prima istanza, intendiamo l’insieme di interventi (sia di natura monetaria che sotto forma di servizi e/o di organizzazione del lavoro) posti in essere da un datore di lavoro, per autonoma decisione o per accordo con le rappresentanze sindacali, allo scopo di migliorare il benessere e la qualità di vita dei propri dipendenti, dei loro familiari e in generale di coloro che hanno rapporti con l’azienda.

Nella sua accezione originaria esso è considerato una leva strategica di sviluppo e di vantaggio competitivo, in quanto migliora le motivazioni dei lavoratori e fidelizza alla mission aziendale, aumenta la produttività, garantisce significativi ritorni all’azienda in termini di investimento e di immagine.

 

Coordina:

Massimo Campedelli – Professional affiliate dell’Istituto Dirpolis della SSSUP Sant’Anna di Pisa

 

Introduzione sulle metodologie e sui principali risultati delle ricerche/rapporti realizzati negli ultimi tre anni e sulla metodologia della Conference

Massimo Campedelli – Professional affiliate dell’Istituto Dirpolis della SSSUP Sant’Anna di Pisa

 

Presentazione di tre rapporti, di particolare rilevanza, realizzati negli ultimi tre anni, sul welfare aziendale nel nostro Paese

Emmanuele Pavolini – Professore Ordinario in Sociologia Economica,Università degli Studi di Macerata

Francesco Seghezzi – Direttore Fondazione di Adapt, Bergamo

Franca MainoDirettrice di Percorsi di secondo welfare, Università degli Studi di Milano

 

Intervengono:

Giorgio Fiorentini – Uni Bocconi, Cergas e Imprese Sociali, Milano

Diego Paciello – Responsabile dell’area fiscale, Welfare, Compensation and Benefits presso la sede di Milano di Toffoletto De Luca Tamajo e Soci 

Isabella Mastrobuono – Consulente esperto Agenas e Referente per l’assistenza primaria della provincia di Bolzano

 

Tavola rotonda sui risultati emersi e sulla opportunità di indire una Conference Call sul tema

Francesca Rizzi– CEO Jointly, Milano

Michele Buonerba – SegretarioGenerale SGB-CISL Alto Adige/Südtirol, Bolzano

Stefano Cecconi – Direttore RPS La Rivista delle Politiche Sociali, Roma

Paolo Loconsole – Vicepresidente Nazionale Snms Cesare Pozzo, Milano

 

 

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