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a cura di Enrico Desideri – Direttore Generale Azienda USL Toscana Sud Est

L’aumento della cronicità e della fragilità, che ne è una delle cause determinanti, costituisce un vero e proprio “banco di prova” per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

E’ evidente, comunque, come il sistema – ancora largamente ‘ospedalocentrico’ e orientato alla cura della malattia nel momento di massima gravità e/o intensità – sia destinato ad entrare in crisi in conseguenza di questo fenomeno. Tutto questo rende urgente la definizione di un nuovo modello assistenziale, professionale e conseguentemente organizzativo per la gestione di cronicità e fragilità.

Il passaggio dalla medicina di attesa alla medicina ‘proattiva’, che cerca di prevedere gli eventi e di attrezzarsi di conseguenza, realizzato negli ultimi anni, ha prodotto importanti effetti positivi, confermando la bontà e la necessità della scelta, ma ha messo in luce anche evidenti criticità.

E’ necessario quindi definire nuovi strumenti, che rendano il SSN in grado di rispondere efficacemente ai bisogni di salute delle persone.

Fattori generali di tipo sociale, ambientale, geografico giocano un ruolo non trascurabile nei confronti di cronicità e fragilità.

Così più che da fenomeno correlato a una o più malattie, cui rispondere con servizi e cure (Piani Diagnostici Terapeutici Assistenziali – PDTA), la cronicità si presenta come un problema complesso legato a diversi fattori socio-sanitari.

Servono allora soluzioni adeguate e personalizzate (Piani Assistenziali Individuali – PAI). Più dettagliatamente dalla malattia l’ottica si sposta sull’individuo e sulla sua fragilità non solo sanitaria ma anche sociale.

Il nuovo approccio delle Reti richiede la ridefinizione dei rapporti professionali delle varie figure coinvolte nella presa in cura e una nuova organizzazione “strutturale” del sistema sanitario. E richiede soprattutto capacità di gestione del cambiamento, strumenti tecnologici e culturali, servizi all’altezza degli scenari futuri, alleanze e partnership per condividere obiettivi e attività. In primo piano il saper ascoltare e comunicare con i cittadini.

 

LO SCENARIO DELLA CRONICITA’ IN ITALIA

Introduce e Coordina:

Il necessario cambiamento

Dario Grisillo– Direttore Dipartimento Medicina Generale Ausl Toscana Sud Est

 

Vecchie e nuove cronicità

Gianni Amunni –Direttore Generale ISPRO, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica Toscana

 

Reti cliniche integrate e strutturate: statodiavanzamentoeprimeevidenze

Enrico Desideri – Direttore Generale Ausl Toscana Sud Est- Presidente Federsanità ANCI Toscana

 

Cronicità e aderenza alle terapie

Enrica Menditto – Ricercatore Dipartimento di Farmacia, Università Federico II di Napoli e CIRFF Napoli

 

Tavola Rotonda

Dal Piano Nazionale Cronicità il modello applicato delle reti cliniche integrate e strutturate

Coordina:

Marzia Sandroni– Responsabile comunicazione e Informazione USL Toscana Sud Est

 

Intervengono:

Fabio Lena – Direttore Dipartimento del Farmaco USL Toscana Sud Est

Ubaldo Occhini – Onco-Ematologo, Dirigente USL Toscana sud-est

Marco Biagini – Pneumologo, Dirigente USL Toscana sud-est

Carlo Mura – Nefrologo, Dirigente USL Toscana sud-est

Emanuele Ceccherini– Nutrizione clinica, Dirigente USL Toscana sud-est

Andrea Belardinelli – Responsabile settore innovazione Regione Toscana

Paola Salvi – Responsabile Protezione Dati (RDP) Azienda Usl Toscana sud

 

Interventi programmati delle Imprese

 

Luigi Giannazzo – Direttore Centro-Sud Dedalus

Alessandro Iadecola – Direttore OperativoRemedio

Matteo Moscatelli – Head of Digital & Enterprise Services Siemens Healthineers Italia  

Silvia Salvitti – Point of Care Diagnostics Product Manager, Siemens Healthcare 

 

 

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