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“Tecnico radiologo pizzicato a derubare un paziente”, “Farmaci prescritti ai morti, in 5 nei guai”, “Rubava colazioni e medicine ai pazienti, infermiere nei guai”, “Sanità: le liste di attesa restano eterne, tempi biblici per visite e Tac”. Sono solo alcune delle notizie che viaggiano ormai a velocità della luce sul web aumentando il malcontento e la sensazione di sfiducia nei confronti della sanità pubblica in generale e del personale che ci lavora ogni giorno tra sacrifici e risorse non sempre all’altezza della domanda. Al giornalismo tradizionale oggi si aggiungono i social network e i programmi televisivi di denuncia, strumenti che attualmente imperano nella comunicazione soprattutto in ambito sanitario. I cittadini/utenti si affidano sempre di più alla “voce del web” e al video giornalismo di inchiesta per rivendicare diritti negati o scarsamente tutelati direttamente in prima persona, usando canali immediati e di facile accesso. Per questo è necessario che chi si trova “dall’altra parte della barricata” sia in grado di gestire le crisi mediatiche, smontando fake news e cavalcando good news e allo stesso tempo monitorando in maniera costante la web reputation delle strutture sanitarie, dalle aziende agli ospedali.

 

Coordina:

Anna Laura Consalvi – Giornalista

 

Intervengono:

Diomira Cennamo – Direttore scientifico di Brand Reporter Lab – Osservatorio di ricerca su Brand Journalism e Digital Information

Francesco di Costanzo – Presidente PA Social, fondatore e direttore di cittadiniditwitter.it

Michele Musso – Presidente WHIN – Web Health Information

Michelangelo Tagliaferri – Fondatore dell’Accademia di Comunicazione

Mario Pappagallo – Giornalista

 

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