I dati del cellulare possono aiutare a contenere la pandemia. Ma non abbiamo bisogno di condizioni cinesi per ottenerli. Esistono metodi più intelligenti.

Può la Privacy frenare la lotta alla pandemia da CoronaVirus?

In Germania ne hanno avuto l’impressione quando il Ministro federale della giustizia ha bloccato una norma voluta dal Ministro federale della sanità per obbligare i fornitori di telefonia mobile a fornire i dati di localizzazione dei telefoni cellulari dei propri clienti in modo che si potesse utilizzarli per determinare i diversi contatti delle persone infette.

E’ sembrato che al ministro della giustizia importasse più la protezione dei dati della protezione dall’epidemia.

In Germania la gente si domanda se il paese possa ancora permettersi tali sottigliezze mentre il sistema sanitario è in pericolo di collasso e l’economia è in un disastro.

D’altro canto ci sono persone che desiderano avere le mani libere come in Cina.

Con lo smartphone contro la pandemia

Alcune città tedesche obbligano i residenti a utilizzare un’app per smartphone che utilizza i dati per creare profili di rischio individuali e per fornire regole di condotta: relativa libertà di movimento per alcuni, quarantena a casa o esclusione dal trasporto pubblico per altri. In questo modo, il rischio d’infezione è ridotto e di conseguenza le restrizioni generali di contatto possono essere allentate: il fine giustifica i mezzi

Non esiste quindi alternativa al metodo cinese?

Al contrario, esiste un metodo più intelligente della valutazione di massa obbligata dallo Stato per tracciare tutti gli spostamenti delle persone. Non è infatti necessario sapere dove sia stato qualcuno negli ultimi giorni. È più rivelante chi ha incontrato. Il calcolo di questi incontri dai dati GPS è complesso e soggetto a errori.

Il Bluetooth, d’altra parte, è fatto per questo, la tecnologia radio per la trasmissione di dati su brevi distanze. Se è acceso, il telefono registra quali altri telefoni cellulari si trovano nelle vicinanze.

Da Frankfurter Allgemeine Zeitung del 28 marzo 2020