Firenze – Tra gli effetti del coronavirus, che sta stravolgendo le nostre vite, c’è anche un netto calo degli accessi al pronto soccorso. Un fatto che, in tempi di emergenza sanitaria, è positivo, ma non sempre: “Purtroppo, in varie cardiologie, riscontriamo i casi  di persone che avvertono i sintomi dell’infarto, con un forte dolore toracico, e aspettano a chiamare il 118 perché hanno paura di essere infettati in ospedale dal coronavirus”, dice Giancarlo Casolo, primario di cardiologia all’ospedale della Versilia e presidente toscano dell’Associazione nazionale cardiologi ospedalieri.

“E  una situazione che va assolutamente evitata _ aggiunge Casolo _ perché nei nostri ospedali funziona perfettamente e dà ottimi risultati una ‘Rete infarto’ che è pienamente attiva. Quindi, bisogna intervenire subito, gran parte di questi infarti ha necessità di essere trattata entro pochi minuti. Questo vale anche per le aritmie”…

Purtroppo, in alcuni casi  la paura del coronavirus è stata fatale: “Nel mio ospedale un paziente è morto per essere arrivato troppo tardi, quando ormai non c’era nulla da fare. Un altro è stato salvato, ma con danni al cuore molto più gravi di quelli che avrebbe riportato se fosse venuto prima”.

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