Nasce il Manifesto delle donne in sanità. “Siamo le più numerose, ma i ruoli apicali sono dei maschi”

Il manifesto sarà presentato in Senato. Aleotti, vicepresidente Farmindustria: “Le donne hanno costanza, capacità di non mollare mai, resistenza alle frustrazioni e la capacità di capire che nessuna area della sanità e dell’economia è un silos”, ma parte di un sistema.
di Federico Martini
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Sarà presentato il prossimo 6 dicembre, in Senato, il Manifesto per le donne protagoniste in sanità. L’appuntamento è stato annunciato a Firenze, nell’ambito del forum Sistema Salute organizzato da Koncept e moderato da Agnese Pini, direttrice  de La Nazione. Il Manifesto, scritto dalla ‘’Community delle donne protagoniste in sanità’’, intende fornire alla politica, anche in vista dell’attuazione del Pnrr, una serie di proposte per dar vita a un sistema più aperto alla componente femminile, che è maggioranza in dati assoluti, ma ancora una minoranza nelle posizioni di vertice.

Monica Calamai, dirigente Asl

Il tema del ruolo delle donne nella società e in particolare nella sanità è stato al centro di un dibattito al Forum fiorentino. “Esporremo il documento elaborato in mesi di tavoli e confronto all’interno della Community – ha spiegato la coordinatrice Monica Calamai – ma il nostro percorso non è limitato al Pnrr. A breve intendiamo trasformare la Community, formata da donne che ricoprono posizioni di vertice nel settore, in una associazione, per fare anche attività di lobbying. Ci sono ancora dei gap importanti da superare, basti pensare che nella sanità abbiamo una prevalenza femminile ma posti apicali occupati ancora prevalentemente da uomini. Vogliamo una società mista ma che si deve riposizione e costruire un percorso che porti veramente alla parità di genere”.

Lucia Aleotti (foto in copertina), vicepresidente di Farmindustria, ha parlato dell’importanza delle donne, che in particolare nella farmaceutica hanno trovato spazi rilevanti. “Moltissimi direttori di stabilimento sono donne ed è un dato che non si trova in molti settori”, ha rilevato, sottolineando le peculiarità delle donne, che hanno “costanza, capacità di non mollare mai, resistenza alle frustrazioni e la capacità di capire che nessuna area della sanità e dell’economia è un silos”, ma parte di un sistema.

Giovanni Migliore, presidente di Fiaso, sostiene che la parità di genere non deve passare “attraverso meccanismi automatici, ma serve una assunzione di consapevolezza della classe dirigente del contributo che la parità di genere può offrire a tutta la società”.

Anche le donne devono però essere capaci di conquistarsi maggiori spazi secondo Emanuela Omodeo Salè, responsabile scientifica di Sifo: “Le donne hanno grande intelligenza emotiva, sanno gestire meglio lo stress e le loro grandi capacità devono trovare riscontro in modo equo nella carriera. Ma anche le donne dovrebbero imparare un po’ di più a fare gioco di squadra”.

‘’Un grande peso dell’emergenza del Covid – ha spiegato Lorena Martini, dirigente professioni sanitarie, Agenas – è ricaduto sulle spalle delle donne ma la pandemia ha portato anche una novità a favore della parità di genere: Sembrerebbe infatti che ci sia stato un cambiamento, con un aumento dell’approccio di genere pari a 25%’’.
‘’La biologia è donna, l’80% degli iscritti è donna ma ai vertici ancora questo non arriva. La competenza è anche donna, oltre che uomo. Dobbiamo integrarle nei ruoli che contano’’, ha concluso Stefania Papa, consigliera dell’Ordine nazionale dei biologi.