AMSTERDAM giovedì 2 aprile 2020 – Il coronavirus ha causato 1339 vittime nei Paesi Bassi. 166 nuove segnalazioni di decessi sono state ricevute dal National Institute for Public Health and the Environment (RIVM) nelle ultime 24 ore. Il numero di infezioni è aumentato dal 1083 al 14697

Il numero effettivo di morti è in realtà più elevato. Prima di tutto, le morti sono talvolta riportate solo dopo alcuni giorni. Inoltre, non tutte le contaminazioni sono determinate da un test. Se muore qualcuno di coronavirus a cui non è stato fatto il tampone, questo non si rifletterà nelle statistiche.

Le cifre di oggi mostrano che per la prima volta nei Paesi Bassi un giovane trentenne è morto a causa della malattia di Covid-19. Finora il virus aveva colpito un olandese di 40 anni, ma la stragrande maggioranza delle persone decedute aveva più di 70 anni.

Il numero di nuovi ricoveri ospedalieri di oggi è aumentato di 625 unità rispetto a iri mercoledì, quando se n’erano contati 447. Occorre però dire che le informazioni ufficiali scontano un ritardo di uno o due giorni rispetto alla situazione reale.

Il presidente Gerton Heyne di V&VN, l’associazione professionale che riunisce più di 105.000 infermieri, ha dichiarato oggi che “quattrocento letti di terapia intensiva è il massimo che si può ancora supportare garantendo a tutti un’adeguata assistenza da parte di infermieri di terapia intensiva addestrati. “Chi ipotizza di superare i 2.400 posti letto di terapia intensiva gioca con il fuoco, è un’illusione.” Gli infermieri di terapia intensiva sono al massimo dello sforzo fisico e mentale: “non è come aprire una lattina di infermieri di terapia intensiva.

Da “De Telegraaf” del 2 Aprile 2020