“Il Covid si è mangiato la parità di genere: a livello globale il gender gap sulla base di 157 Paesi del mondo si assesta intorno al 68% e questo significa che dal 2021 in avanti serviranno almeno 135,6 anni per raggiungere il 100%, ovvero la parità di genere, mentre nel 2020 ne sarebbero ‘bastati’ 99”.

Lo ha detto al festival Vicino/lontano a Udine, l’economista Cristiana Compagno, una delle prime rettrici donna in Italia, dal 2008 al 2013 alla guida dell’Università di Udine dove è oggi professore ordinario di Economia e gestione delle imprese.

“La pandemia – ha aggiunto Compagno – ha allungato di una generazione in tutto il mondo il traguardo delle pari opportunità nell’accesso all’istruzione, al mercato del lavoro, alla leadership politica e al trattamento sanitario”.

Secondo la ex rettrice, è essenziale “affrontare il tema della distanza di genere in modo estremamente operativo per non mettere a rischio il successo del Pnrr e la allocazione efficiente delle risorse del Recovery Fund”. Sottolineando che la questione è “allarmante”, la docente ha suggerito che va fronteggiata con tutte le misure possibili per “accelerare” i processi sociali e culturali. “Dalla decontribuzione alle quote di genere, che non sono illiberali, come qualcuno sostiene – ha concluso -, Illiberale è non consentire a tutti di partire dallo stesso piano e consentire che ci siano piani sconnessi e soffitti di cristallo”.

Fonte ANSA>>