Quarantena di massa yo-yo per un anno?

Avete capito bene. Secondo uno studio, condotto su dati in UK and USA, reso noto ieri e firmato dal noto epidemiologo dell’Imperial College Neil Ferguson, per evitare il peggio la soluzione più efficace potrebbe essere quella di proseguire con un isolamento collettivo fino a luglio. Poi interromperlo per un mese. Quindi riprenderlo per due mesi. Poi interromperlo per un altro mese. Poi riprenderlo di nuovo per due mesi. E così via fino – poniamo – fine 2021. Chiamiamola fra di noi “quarantena yo-yo”.

Un scelta durissima, su cui peraltro si hanno dubbi sulla tenuta, economica e psicologica. ma che fiaccherebbe l’epidemia fino a estinguerla, con l’aiuto di un vaccino che sperabilmente potrebbe essere pronto per quella data.

La ricerca di Ferguson riguarda la situazione britannica e statunitense. Ma, come scrive nell’articolo, può valere per gli altri paesi sviluppati. La quarantena yo-yo è solo uno degli scenari che team di Ferguson ha prefigurato su dati  inglesi e americani.

Il primo scenario, presentato all’inizio da Boris Johnson e dai suo consiglieri, prevede in realtà una “mitigazione”. Invece di prendere di petto l’epidemia con una serrata, proviamo a isolare i positivi, mettere in quarantena per 14 giorni i contatti, tenere a casa gli anziani, vero bersaglio del coronavirus, e nel caso chiudere scuole e università. La prima proposta inglese, insomma. Questa soluzione non vieta da subito eventi di massa (secondo loro poco di impatto per la trasmissione a causa della loro breve durata) e lascia circolare il virus, ma con protezioni attive per i più fragili e una attenzione particolare alla trasmissione che avviene soprattutto in piccoli gruppi, come le famiglie. Lo scenario mitiga appunto l’ascesa dell’epidemia, consente al sistema sanitario di preparare la risposta, comunque insufficiente in termini di posti letto ordinari e di terapia intensiva per reggere tutto l’urto, e nel frattempo induce una immunità diffusa, almeno all’inizio protettiva. Si tratta ovviamente di uno scenario molto teorico e che lo studioso non raccomanda, poiché costerebbe 260.000 morti in UK e più di un milione negli Stati Uniti, e che tiene conto anche della capacità di assorbimento delle terapie intensive alla luce dei drammatici dati lombardi descritti in un articolo su JAMA (16% degli ospedalizzati sono finiti in terapia intensiva).

Più accettabile è lo scenario il cui obiettivo non è la mitigazione ma la “soppressione” della circolazione virale: chiudere tutto come in Cina e come più blandamente in Italia. Se la soppressione ha effetto, tuttavia, una volta smesse le misure di blocco si rischia la reintroduzione della pandemia e la ripartenza dei problemi, per cui le misure andrebbero tenute  fino all’arrivo di un vaccino. Teoricamente per 18 mesi. Capite anche voi che stare in casa e tenere fermo il Paese per un anno e mezzo, con tutta la buona volontà, è impossibile e suicida dal punto di vista economico. Per questo l’ulteriore ipotesi è la quarantena di massa yo-yo. Un po’ sì, un po’ no. Più precisamente, si può pensare a chiusure intermittenti messe in campo ogni volta che certi indicatori, come le ammissioni in terapia intensiva, superano la soglia. Per la situazione britannica il gruppo di Ferguson ipotizza vari scenari, il più plausibile dei quali ad esempio è di entrare in ‘quarantena di massa’ quando si superano le ammissioni di 200 persone in terapia intensiva e uscirne quando le ammissioni calano a 50. In questo modo si otterrebbe il minimo danno (comunque decine di migliaia di morti soprattutto fra fragili e anziani) e il massimo possibile di accettabilità sociale. (luca carra)

VAI ALLE REAZIONI E COMMENTI SU SCIENZAINRETE>>

2020-03-19T16:09:45+00:00