“Red zone, red time”

In questi giorni dobbiamo usare le lenti progressive perché occorre vedere bene vicino e insieme poter guardare con chiarezza lontano.

Oggi pensiamo che il 1° ottobre, quando ci incontreremo al FORUM SISTEMA SALUTE 5^ Edizione, l’emergenza da epidemia COVID 19 sarà cessata o almeno verrà gestita senza la necessità di misure emergenziali.

Avremo imparato molte cose, ad esempio cosa significa resilienza e quali sono gli strumenti che servono.

Avremo momentaneamente dimenticato la sostenibilità, ma non facciamoci illusioni, quella sarà la prima sfida che dovremo affrontare e lo dovremo fare con grande efficacia perché la congiuntura economica sarà ardua.

Avremo un problema di riconversione delle risorse professionali e tecnologiche focalizzate per alcuni mesi – non troppi speriamo – su un aspetto molto particolare dell’intervento sanitario, quello del ricovero in acuzie e finalizzato, in un significativo numero di casi, a risolvere condizioni critiche.

È possibile che ci sarà un eccesso di mortalità generale nel 2020 e, dopo decenni di crescita costante, la speranza di vita alla nascita in Italia mostrerà una flessione.

È possibile che la cooperazione tra Governo e Regioni ne uscirà migliorata per un’indispensabile maturazione dei meccanismi di governance.

È possibile che questo brusco cambiamento di prospettiva avrà un influsso sulla nostra considerazione del valore e che ci avrà ricordato che sono i pazienti che contano e che budget, bilanci, gestioni operative non sono fine a sé stessi e non possono occupare tutti i pensieri e tutte le relazioni che intercorrono tra policy maker, manager e clinici. Ci aspettiamo che tutti condivideremo una sorta di ossessione: curare e aver cura in modo adeguato, soddisfacente, sostenibile e quindi possibile. È la ricerca della migliore possibilità il fine, è il grado raggiunto della sua realizzazione il valore che dobbiamo misurare e valutare, discutere e confrontare.

È possibile che progetteremo in modo nuovo gli ospedali, senza aumentare i posti letti, che non servirebbe, ma aumentando quelli intensivi e sub intensivi e realizzando camere ad un solo letto, come ormai avviene in tanti paesi.

È possibile che il ruolo della medicina generale e dei sanitari impegnati nelle cure a domicilio possa rinnovarsi profondamente sviluppando l’idea di piccola comunità da presidiare e adottando nuovi strumenti per riuscirci bene.

È possibile che faremo un maggior uso degli strumenti della sanità digitale, in particolare la telemedicina, che la prescrizione elettronica finalmente funzionerà e che guarderemo con la giusta attenzione ai i big data e all’intelligenza artificiale. Quest’ultima avrà, se sapremo impiegarla bene, un ruolo nello stimolare l’intelligenza collettiva, migliorando la capacità dei cittadini di essere correttamente informati ed aggiornati e d’interagire al meglio con le risorse disponibili, dentro e fuori il sistema.

Costruiremo il FORUM di quest’anno con lo sguardo e l’attenzione rivolti a cosa è necessario fare per preservare il Sistema Sanitario Nazionale ed il suo ruolo vitale per i cittadini e come conciliare le sfide e le opportunità del nuovo con i diritti fondamentali, in un contesto fortemente mutato dagli eventi recenti ma sempre caratterizzato per gli anni futuri dalla profonda trasformazione demografica ed epidemiologica che stiamo vivendo.

Rinnoveremo la nostra convinzione che solo l’innovazione costante costituisce un elemento di continuità e progresso del Sistema e che per questi cambiamenti sarà importante possedere capacità di visione, di pensiero e di progettazione. È per questo che per farlo sarà importante creare occasioni e spazi per confrontare conoscenze e saperi, dibattere idee e soluzioni perché la differenza continueranno a farla le persone che sanno e sanno fare.

Occorreranno quindi nuove visioni e nuovi saperi, tra i quali quello di riuscire a sviluppare il ruolo protagonista dei pazienti e delle comunità alle quali essi appartengono e nelle quali vivono.

Nessuna professione sanitaria potrà lavorare individualmente perché c’è necessità di multidisciplinarietà e multiprofessionalità. Ma anche questo non sarà sufficiente perché ignorerebbe il contributo di saperi ed esperienze che sono disponibili anche in altri contesti e non nel solo ambito sanitario.

Per innovare occorre apertura, abbattendo le barriere tra le discipline. Seguendo i principi dell’open innovation, persone, aziende, organizzazioni e sistemi diversi riusciranno a perseguire meglio obiettivi centrali nell’ambito di Sanità e Welfare e di sostenibilità economica ed ambientale.

Tutto questo sarà e ci sarà al FORUM SISTEMA SALUTE 2020 che immaginiamo e vorremo come un’occasione di rinascita e progresso.

Andrea Vannucci responsabile scientifico Forum Sistema Salute 2020

2020-03-09T15:40:40+00:00
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