La digitalizzazione in sanità non nasce oggi, e il PNRR interviene su una materia esistente con risorse complementari a quelle che già si spendono. Ecco i tre gruppi di problemi su cui dovrà intervenire

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR o Recovery Plan), farà da acceleratore per la sanità digitale: non agirà quindi su percorsi nuovi o inventati di sana pianta ma potrà fare la differenza nel contesto dei tre gruppi di problemi individuati nella bozza di PNRR dell’11 marzo.

Le risorse per la digitalizzazione della sanità

Le risorse che derivano dal programma straordinario dell’Unione europea saranno complementari a quelle che già si spendono, considerando gli 1,4 miliardi censiti nel 2018.

Al netto degli interventi antisismici da 5,6 miliardi e della ricerca per 300 milioni, considerando una media di 1,5 miliardi all’anno, il PNRR aggiungerebbe circa 350 milioni all’anno di soldi “nuovi” per il digitale (+35%, si tratta di 2,63 miliardi su 7 anni). Anche all’interno del programma PNRR si trova il concetto di soldi “nuovi” e di accelerazione di progetti già tracciati, perché i 2,63 miliardi si aggiungono a quelli già “esistenti” per 1,98 miliardi rilevati dal programma, sempre concentrati nel digitale.

D’altra parte, anche altri Paesi membri hanno ragionato in questo modo: la Germania, per esempio, sta aggiungendo le risorse del Recovery Plan – per lei più limitate – al programma di ammodernamento tecnologico e digitale degli ospedali, il “Zukunftsprogramm Krankenhäuser”, per circa 3 miliardi di euro, che comunque sono di più dei nostri 2,63 miliardi.

Sanità digitale, il valore aggiunto del PNRR

L’accelerazione dei progetti esistenti non è l’unico valore aggiunto. Infatti, il PNRR diventa un promotore della digitalizzazione in sanità perché finisce per essere “legittimatore” europeo della politica nazionale di innovazione tecnologica. Infatti, il contesto politico-legislativo europeo ha ormai consolidato il tema digitale come una delle priorità politiche, e l’ha introdotto come vincolo nei programmi, nel PNRR (che deve riservare al tema almeno il 20% delle risorse) così come nei programmi operativi regionali e nazionali, i PON e POR della programmazione 2021-2027.

La bozza di PNRR dell’11 marzo rileva tre gruppi di problemi del digitale in ambito sanitario. Il primo riguarda lo scarto sulle dotazioni tecnologiche rispetto ad altri Paesi, in particolare per l’obsolescenza, il secondo è sulla diffusione delle tecnologie digitali, il terzo è sulle competenze……Continua su Agendadigitale.eu>>