Scienza, politica e il rischio di rinunciare all’innovazione

Il rapporto tra scienza, cittadini e politica e i rischi di rinunciare all’innovazione a causa di un uso strumentale del principio di precauzione sono stati al centro della seconda giornata di lavori del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica in corso a Bruxelles.

Durante la seconda giornata del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, tenutasi ieri a Bruxelles, s’è svolta una sessione intitolata “Innovazione, precauzione e democrazia: un diritto alla scienza?” Il coordinatore era Roberto Defez, primo ricercatore dell’Istituto di bioscienze e biorisorse del Consiglio nazionale delle ricerche a Napoli. Gli abbiamo fatto qualche domanda sul rapporto tra scienza e politica e sui rischi di rinunciare all’innovazione tecnologica.

Quale potrebbe essere il modo più sintetico per definire il diritto alla scienza come diritto alla corretta informazione?
Potremmo dire che le informazioni scientifiche devono essere fornite dagli scienziati ma in modo che siano comprensibili al vasto pubblico. Cioè non devono capirsi solo tra di loro, altrimenti è inutile….Continua su LeScienze>>

Di |2018-04-14T15:30:55+00:0014/4/2018|2018, News|