Solo la prevenzione salverà il Servizio sanitario nazionale

Il profondo gap Nord-Sud confermato, con un Paese quasi sempre spaccato in due, quasi a ricalcare il risultato del voto politico del 4 marzo scorso. Solo che, nell’Italia di cui si fotografano dati di salute e di spesa, il gap dura da un numero consistente di anni. Con un federalismo sanitario che non lascia scampo sui principali indicatori di salute, a partire dalla cartina di tornasole dei programmi di screening organizzato, così come nella spesa out of pocket.

A tracciare la mappa, come ogni anno, è il XV Rapporto Osservasalute 2017, pubblicato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane (Università Cattolica di Roma), e coordinato dal direttore dell’Osservatorio e presidente dell’Iss, Walter Ricciardi.

Barra dritta sulla prevenzione, primaria e secondaria, è la ricetta suggerita a gran voce dall0 stesso Ricciardi, «perché i dati indicano chiaramente che laddove queste azioni sono state incisive i risultati sono evidenti, come testimonia la diminuzione dell’incidenza di alcuni tumori». Di prevenzione, c’è bisogno e come, a partire dagli stili di vita: in Italia – si legge nel Rapporto – aumentano gli obesi e non diminuiscono i fumatori, cresce il consumo di alcolici, aumenta di percentuali ancora minime l’attitudine al movimento fisico e allo sport. Mentre la cronicità – e la multicronicità – si conferma una “bestia” ancora tutta da domare, con tutti gli impatti che ne conseguono in termini di ricadute sanitarie, economiche e sociali….Continua su Sanita24>>

Di |2018-04-20T05:59:17+00:0020/4/2018|2018, News|