Telemedicina verso uno standard che contempla i wearable

Telemedicina ed eHealth significano anche e soprattutto scambio di dati tra dispositivi, apparecchiature mediche, strutture sanitarie e applicazioni.

Con l’allargarsi del raggio d’azione, uno standard per l’interoperabilità è una priorità da prendere in considerazione prima che la situazione possa sfuggire di mano, e un importante passo in questa direzione è quello compiuto da The Personal Connected Health Alliance e Integrating the Healthcare Enterprise.

Annunciato in occasione della recente Connected Health Conference di metà ottobre a Boston, l’accordo di collaborazione tra le due realtà del mondo sanitario intende prima di tutto semplificare le operazioni di raccolta e condivisione delle informazioni prodotte dai dispositivi personali e relative applicazioni.

All’inizio dell’anno sono state definite le specifiche per applicare lo standard HL7 FHIR, già in fase avanzata di studio per l’interscambio di dati tra cartelle cliniche digitali, in modo da poter aggiungere i dati generati dai pazienti al di fuori di visite ed esami condotti all’interno delle strutture.

Si tratta ora di mettere a punto i passaggi e le modalità necessarie affinchè i dati prodotti da smartwatch, tracker e ogni altro sensore a uso personale possano essere integrati in questo processo senza incontrare problemi di compatibilità. Uno dei primi obiettivi è indicare ai fornitori criteri per garantire la compatibilità dei nuovi modelli.

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IL FUTURO DI E-HEALTH , DIGITALIZZAZIONE DEI SERVIZI E DIGITAL THERAPEUTICS A #FORUMSALUTE2020 1-2 OTTOBRE 2020

2019-12-09T09:04:28+00:00
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